RIPARTIAMO INSIEME

Per il popolo romanista il 18 agosto del 2011 sarà un giorno importante, visto e considerato che si è conclusa definitivamente una lunga e estenuante telenovela, durata 387 giorni pieni di sofferenze, apprensioni e tante difficoltà, che hanno portato al limite la pazienza del tifoso giallorosso.

Proprio quella pazienza che il tifoso romanista sembra non trovare più, ma che giustamente la nuova società sta chiedendo fin dal primo momento, visto e considerato che un nuovo progetto non può essere costruito in un giorno.
Soprattutto quando siamo consapevoli che nel calcio di oggi il peso specifico del Dio denaro sta portando con se tanti e nuovi cambiamenti che riguardano la maniera di investire e gestire una società di calcio.
Seppur vero che il fattore sportivo è sempre importante, non possiamo dimenticare che oggi giorno il calcio è diventato una vera e propria industria e allo stesso tempo, un fattore di sviluppo economico che non può fare a meno delle seguenti considerazioni:
La trasformazione delle squadre in società anonime e di capitale per tutelare gli enormi capitali investiti. nel parco giocatori delle squadre stesse, ma piuttosto per l’insieme delle attività economiche, finanziarie, commerciali nonché immobiliari che il nuovo assetto giuridico delle squadre ha reso da un lato possibile, dall’altro necessario.
L’estensione inoltre, del mercato dove si può non solo reclutare atleti di valore, ma anche distribuire l’immagine ed i messaggi pubblicitari che accompagnano le squadre, (mercato aperto alla dimensione internazionale per via delle crescenti competizioni a livello mondiale), ha contribuito ad accelerare la logica e gli assetti imprenditoriali delle squadre di calcio, rendendole ormai protagoniste non solo di un vasto sistema di relazioni di mercato tra prestazioni sportive e pubblici anche territorialmente diffusi, ma attori decisivi nella ristrutturazione e nella valorizzazione delle onerose attrezzature sportive (stadi in primo luogo, centri di formazione sportiva ed atletica in secondo luogo).
L’acquisizione della proprietà e la gestione diretta degli stadi e di altre attrezzature sportive al di là dei modelli pubblici di gestione di tale patrimonio immobiliare ha fatto sì che le società calcistiche siano diventate partner delle istituzioni del governo locale non solo per recuperare intere aree urbane dalle situazioni di degrado in cui erano decadute (si veda per questo caso la situazione inglese), ma esse stesse siano divenute veri e propri fattori di sviluppo locale per la promozione di nuove imprese nel settore commerciale, della ristorazione, delle attività di Fitness e di Welness nonché di gestione di luoghi di formazione sportiva, per le diverse fasce di età, di cui sono divenute titolari.
La creazione di filiere produttive e commerciali da parte delle squadre-imprese che attraverso un attivo sistema di centri di merchandising cercano di assicurarsi la fidelizzazione dei club dei tifosi e dei loro aderenti.
La metamorfosi dei tradizionali vivai calcistici, con il reclutamento di giovani atleti, che con l’adozione di impostazioni organizzative e gestionali di tipo imprenditoriale, si ripropongono come centri attrezzati e professionalizzati per l’istruzione allo sport, con l’offerta di programmi di addestramento ginnico, atletico, sportivo per ragazzi giovani, adulti ed anche anziani; essi possono così disporre in maniera continua di assistenza medica, atletica, tecnico-sportiva; con queste strutture si tende in altri termini a sostituire un tradizionale sistema di promozione allo sport che, basato per lo più su disponibilità di persone volontarie, non era in grado di fornire la gamma dei servizi che in termini commerciali i nuovi centri sono in grado di garantire.
Tutte tendenze già avviate in paesi come la Spagna, Inghilterra, Germania, ma che nel nostro paese trovano difficoltà per essere inserite, grazie al forte condizionamento amministrativo e politico esercitato da sempre sulle attività sportive.
Tutto questo spiega il perchè sia stato cosi traumatico e cosi difficile accettare in Italia l’intromissione di capitali stranieri come sta accadendo in altri paesi d’Europa e dove sono molto più avanti con rispetto alla nostra cultura sportiva. I risultati del nostro calcio lo dimostrano.

Per intraprendere questo tipo di progetto ci vuole senza meno del tempo, visto e considerato che si pretende lavorare su tutte le basi che sostengono oggi giorno le varie società di calcio, ma di sicuro alla fine i risultati arriveranno e non saranno fugaci come le stelle cadenti. Un esempio di tutto questo è il F.C. Barcellona, che oggi è considerata la migliore squadra del mondo, vincendo tutto o quasi quello che trova davanti a se. Oltretutto riuscendo a trasportare questa rivoluzione sportiva anche in nazionale dove ugualmente si stanno vedendo i risultati.
Morale della storia: Sta a noi tifosi capire se si ha la volgia di aspettare oppure puntare su altri tipi di progetti ben diversi, che sicuramente ci potranno regalare qualche efimera soddisfazione, ma poi alla fine si corre il rischio di ritrovarsi da capo a dodici e senza basi solide su cui puntare.
Allora lasciamo che il tempo faccia da galantuomo e ripartiamo insieme.
Riccardo Lelli (corrispondente dal Venezuela per il sud america)

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