LE VITTORIE DEI ROMANISTI

Nel calcio come nella vita, cosa significa veramente vincere? Vuole forse dire avere sempre la meglio su tutto e tutti? O vincere contro se stessi, contro le proprie paure, contro i propri limiti? Significa arrivare sempre primi ed ottenere più degli altri o significa forse riuscire a raggiungere ciò che si desidera?
Per me vincere significa tante cose: innanzitutto accettare se stessi senza condizioni, e questa è la sfida più grande che un essere umano possa affrontare, più di qualsiasi altra cosa. Poi significa darsi da fare per ottenere ciò che si desidera senza perdere nemmeno un minuto a lamentarsi per ciò che non si ha, significa imparare dalle esperienze sempre, anche quando fanno male. Significa non aver paura di cadere e avere sempre il coraggio di rialzarsi a testa alta. Significa non farsi calpestare, non permettere a nessuno di dire cosa dobbiamo essere e cosa si deve fare, significa non lasciare che qualcuno ci snaturi e ci allontani da ciò che siamo. Significa incaponirsi quando si crede in qualcosa, soprattutto in se stessi, nelle proprie capacità e nelle proprie intuizioni. Significa andare avanti anche quando tutti gli altri ci dicono di lasciar perdere. Significa seguire ciò che si sente e ciò che siamo sempre, e soprattutto significa essere disposti ad affrontare le conseguenze.
Vincere significa comprendere che nessuno è migliore degli altri, e che il vero vincitore è quello che, guarda sempre a testa alta e sa di avere la coscienza a posto. Il vero vincitore è quello che vince in maniera pulita senza rubare niente a nessuno.
Oggi troviamo squadre, dirigenti, allenatori e calciatori, che per vincere fanno di tutto e di più, basta guardare i vari scandali che negli ultimi 20 anni stanno rovinando il calcio italiano. Chi compra gli arbitri, chi invece compra le partite, o chi pur di ottenere migliori risultati agonistici usa farmaci illeciti, sapendo di andare contro la lealtà sportiva.
È vero che la Roma in questi 85 anni di storia ha vinto veramente poco, è anche vero che tutti noi tifosi della magica vorremmo vincere e mettere in bacheca qualche trofeo in più. Ma è anche vero che nella nostra storia, le nostre vittorie le abbiamo già ottenute, e continueranno ad arrivare sia dal punto di vista morale come per quanto riguarda le vittorie sul campo.
Le nostre vittorie vanno oltre la conquista di un semplice risultato, fanno parte del nostro DNA che rapresenta la lealtà sportiva, il rispetto verso i propri tifosi e la consapevolezza di guardare sempre a testa alta, a differenza di tanti altri che oggi mettono in discussione la credibilità propria e quella di questo sport, tanto amato, quanto malato.
La nostra storia ha sempre avuto Presidenti come: Dino Viola e Franco Sensi. Allenatori come: Nils Liedholm e Zdenek Zeman. Calciatori come: Giacomo Losi, Agostino Di Bartolomei, Giusseppe Giannini, Francesco Totti, Daniele De Rossi), tutte bandiere che hanno sempre difeso la lealtà sportiva e i sogni di tutti quelli che credono ancora in questo sport. Ecco perchè siamo abbituati a lottare contro tutto e tutti, senza mai inchinarsi ai poteri del palazzo, in un calcio marcio dove il più pulito ha la rogna. Vincere va bene, ma senza rubbare i sogni e le speranze dei tifosi che sono la linfa fondamentale di questo sport.
Della Roma si può dire tutto e il contrario di tutto. Quando da bambino decidi che sarai Romanista, già sai che soffrirai, sportivamente parlando. Poi di tanto in tanto, ti accorgi di essere tifoso di una squadra smisuratamente immensa e vuoi solo essere felice, consapevole che ogni piccolo o grande risultato è stato guadagnato col sudore e con il cuore.
Per questo, essere romanisti non ci affligge ma ci esalta, perchè la scelta implica il coraggio, perchè malgrado tutto resteremo sempre con un cuore da ULTRAS…

Riccardo Lelli 31 maggio 2012

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