Tutti zitti, eco la nostra verità

Per il calcio italiano si fa notte fonda, eventi significativi oltre il calcioscommesse non ce ne sono, al punto tale che i giornali si accontentano di sbattere in prima pagina tante falsità e poche certezze. Questa è una tattica usata per ovviare il costante calo delle vendite e si usano incredibili ed inspiegabili titoli-bomba per calamitare l’attenzione del tifoso. Chiaro è stato Daniele De Rossi in conferenza stampa, quando definì tutto quello che aveva letto nei suoi confronti e non solo, come una vera e propria “Tarantella Mediatica”.
Come spesso avviene ogni estate piombano sulla Roma attacchi mediatici di tutti i tipi, ancor di più in questo ultimo anno, dove la nuova società e i suoi interlocutori vengono presi a bersaglio da ormai noti giornalisti. Situazione questa che si è verificata in aumento dopo alcuni traguardi ragiunti dalla società americana su più fronti, che dimostrano quanto dia fastidio ai poteri del calcio italiano, l’arrivo di un nuovo attore principale che possa combattere e giocarsela alla pari.
Per molti questa è l’epoca degli sceicchi e dei magnati russi, invece attenzione… il caso Malaga è solo un esempio di quanto questa affermazione non sia del tutto vera. Doveva diventare il Manchester City di Spagna, invece, sarà un vero e proprio disastro economico. Dopo due anni di investimenti milionari, lo sceicco Abdullah bin Nasser Al Thani molla il Malaga e se ne torna in Qatar. L’intenzione della proprietà, infatti, è quella di smantellare la squadra e arrivare al più presto alla cessione del club che, tra l’altro, si è qualificato per la prossima edizione della Champions League.
Al Thani si è reso conto che per trasformare il Malaga in una corazzata servono investimenti ben più massicci di quelli inizialmente previsti. Meglio mollare tutto e uscire dal calcio spagnolo, anche a costo di cedere la società ad un prezzo stracciato.
Tutto questo dimostra una mia opinione particolare che dice: “non bastano solo i soldi e i grandi campioni nel calcio di oggi, ma una vera e propria struttura che porti i vari club sparsi per il mondo ad adeguarsi con un calcio sempre più industrializzato e pieno di fattori che intervengono in maniera diretta e indirettamente, che possono far tremare anche il più ricco dei sceicchi o magnati russi.
Anche nel periodo in cui la crisi economica non risparmia neanche il mondo del calcio, James Pallotta e il suo gruppo di investitori non hanno mollato minimamente, anzi hanno quasi raddoppiato gli sforzi dopo i tanti milioni investiti la scorsa estate per rifondare la rosa della Roma.
Basta pensare che la Roma è la seconda squadra ad aver speso di più in Italia, sesta in europa, con spese per 37,3 milioni (esclusi i riscatti di Destro, Marquinhos e Piris: 4,5 + 3 + 4), incassi per quasi 20 milioni. Smaltendo una rosa piena di giocatori in esubero, riducendo il monte ingaggi e facendo di questa squadra la più giovane del campionato italiano, ma piena di giocatori di grande valore e con tanto futuro davanti a se.
Il progetto americano ha come obiettivo fare del marchio As Roma un vero e proprio brand internazionale, sfruttando in pieno la propria immagine.
Dopo un anno dal loro approdo nella città eterna, gli sviluppi sul piano economico iniziano a dare i loro frutti, la partita resta l’evento fondamentale ed intorno a se una cornice di indiscutibile valore: allenamenti e momenti della giornata dei calciatori e tecnici, vengono seguiti quotidianamente da uno staff di fotografi e cameraman, che provvedono a girare le immagini non solo su Roma Channel, canale del bouquet Sky, ma anche su Facebook, Twitter, Youtube e sul sito internet della società.
La Roma sta infatti puntando molto sui social network e la sua pagina ufficiale su Facebook, aperta solo lo scorso ottobre, ha già raccolto poco più di 1 milione 259 mila likes e su Twitter 86 mila followers.
Non finisce qui… La tournèe americana giallorossa ha avuto un vero e proprio successo. Solo la gara tra Liverpool e Roma il 25 luglio al Fenway Park ha riportato nelle casse giallorosse, un introito stimato di 9,4 milioni di dollari. Una cifra notevole e pari a quasi sette volte di più di una partita dei Red Sox in casa.
Le vendite delle nuove maglie, sono cresciute del 20% grazie al design realizzato prendendo come riferimento le divise storiche della squadra con i suggerimenti via internet dei tifosi. Si registra un aumento dei ricavi del 40% sui prodotti ufficiali, settore che è stato rivoltato come un calzino, con un rinnovo pressoché totale degli accordi con i licenziatari. Ma anche gli abbonamenti allo stadio sono aumentati del 20%, superando le 23 mila tessere, grazie a una campagna di sottoscrizione partita in anticipo rispetto alle altre squadre di serie A.
La tarantella mediatica non finirà qui, anzi farà parte di un percorso lungo, tortuoso e pieno di insidie che cercheranno di turbare tutto l’ambiente romanista, come d’altronde è sempre stato.
Per questo, al momento di giudicare bisogna raggionare con la propria testa e non farsi influenzare da opinioni altrui. Sarà solo il tempo e i risultati a giudicare il futuro prossimo della Roma e non l’allarmismo mediatico del mondo di oggi.

Riccardo Lelli.
26 agosto 2012

Condividi