Un emissario giallorosso in Svezia per Marko Johansson

Marko Johansson, portiere del Malmö in prestito al Trelleborg, ha suscitato l’interesse del ds giallorosso Monchi a seguito delle voci di mercato su Alisson. Un emissario della Roma è stato in Svezia per valutare dal vivo le capacità del ragazzo classe ’98. L’agente del giocatore, Milan Simeunovic, era stato in Italia per incontrare il direttore sportivo della Roma.

Fonte: gianlucadimarzio.com

 

Monchi sulle tracce di Marquinhos Cipriano, attaccante classe 99 del San paolo

Nome nuovo sul taccuino del direttore sportivo Monchi. Secondo quanto riporta l’emittente televisiva i giallorossi starebbero seguendo Marquinhos Cipriano, attaccante esterno in forza al San Paolo. Il calciatore, classe ’99, seguito da Bordeaux, Chelsea ed Atletico Madrid (oltre ai club più importanti del Brasileirao), è in scadenza di contratto nel settembre del 2018 e rappresenterebbe dunque un’occasione low cost per i giallorossi.

Fonte: Premium Sport

Calciomercato Roma: André Almeida nel mirino dei giallorossi

C’è anche la Roma su André Almeida, esterno destro che a settembre compirà 28 anni, di proprietà del Benfica. La lista di pretendenti al portoghese è lunga: oltre ai giallorossi ci sono Manchester United e Leicester. In più, si erano già interessate al giocatore Lens e Metz. La cifra è ritenuta però alta dalle squadre che avevano messo nel mirino André Almeida: il Benfica chiede 15 milioni.

Fonte: Sports Illustrated

Calciomercato Roma, interessa il giovane svedese Johannsson

Il ds della Roma Monchi è al lavoro su un nuovo giovane di prospettiva. I giallorossi sono fortemente interessati a Marko Johansson, portiere svedese classe 1998, di proprietà del Malmö in prestito al Trelleborg. Un profilo giovane di grande prospettiva, attualmente titolare della Svezia U19 ma nel giro della Nazionale fin dall’U15. L’agente del ragazzo è stato nei giorni scorsi in Italia per incontrare proprio il ds Monchi e la prossima settimana un emissario della Roma sarà in Svezia per incontrare il ds del Malmö, proprietario del suo cartellino. Roma, ma anche il Napoli ha chiesto informazioni sul ragazzo, visto il futuro incerto di Pepe Reina.

Fonte: gianlucadimarzio.com

Alisson: “Lo scorso anno mi sono sentito abbandonato. Ora sono pronto per il calcio italiano”

Alisson si racconta. Nel corso di una lunga intervista rilasciata sulle pagine di SportWeek, inserto settimanale de “La Gazzetta dello Sport“, il portiere della Roma ha parlato della sua esperienza in Italia e della prossima sfida di Champions con lo Shakhtar, ma anche di se stesso e della moglie Natalia. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni:

Nella prima stagione alla Roma, lei, il portiere della Seleçao, è stata una riserva: si è mai sentito abbandonato?
“Sì, un po’. Però ho passato più tempo con mia moglie. Un mese dopo l’arrivo a Roma, lei era incinta. E così ho pensato meno alle cose che andavano male. Però ho lavorato e imparato tante, anche insieme a un portiere grandissimo come Szczesny: quando sono arrivato a Roma ero pronto come calciatore, adesso sono pronto anche per il calcio italiano”.

“In tutti i momenti. Sono un ragazzo divertente e sempre felice, ma cerco di non scherzare con la vita”.

Lei ha sposato Natalia, che si veste di bianco: il camice, è un medico.
“Suo papà è un tifoso dell’Internacional e la portava allo stadio sin da quando aveva un anno. Abbiamo un amico in comune: lei è andata allo stadio con lui e così l’ho conosciuta. Abbiamo parlato un po’ e poi più nulla. Mesi dopo ci siamo incontrati nuovamente e ci siamo scambiati i numeri di telefono. È successo cinque anni fa e, da allora, le sono stato accanto negli anni in cui studiava all’università, mi piaceva il fatto di essere diverso in questo. E poi, se sto male a casa, è più utile avere un medico che non una modella! Per seguirmi, Natalia ha lasciato il Brasile cinque mesi dopo essersi laureata: un gesto che per me ha un valore enorme dopo tanti anni di studio. Posso andare molto più avanti con l’aiuto di una donna così speciale. Poi è una mamma bravissima con Helena”.

La chiamano “o goleiro gato”, il “portiere figo”. Bisogna “parare” anche le tifose?
“Una volta in Brasile ha dovuto parare anche mia moglie perché io non mi sono accorto di nulla. Avevamo appena vinto il campionato Gaucho e siamo andati in un ristorante a festeggiare con i compagni e le famiglie. All’ingresso c’erano tanti tifosi e alcune ragazze mi hanno toccato il sedere: lei parava togliendo le mani di tutte”!

La parata che ricorda più volentieri?
“Brasile-Argentina 3-0 nel 2016, qualificazioni al Mondiale: sullo 0-0 ho preso un tiro da fuori area di Biglia e, subito dopo, abbiamo segnato il gol del vantaggio. Con la Roma ho fatto una bella partita contro l’Atletico Madrid all’Olimpico, in Champions. Ma non bisogna pensare troppo alle belle parate perché magari la mandi in angolo e prendi gol un secondo dopo”.

In cosa è rigoroso?
“Nel lavoro. Sono serissimo e non scherzo mai in campo. Mi diverto, perché faccio un lavoro che amo ma il calcio si risolve nel dettaglio, si lavora per arrivare alla perfezione”.

Roma è in trepidazione per la sfida con lo Shakhtar.
“Sarà una partita dura tra due squadre che vogliono vincere e che hanno qualità. Nello Shakhtar ci sono miei connazionali che conosco e la squadra ha le caratteristiche del calcio brasiliano. Con Taison siamo cresciuti nel settore giovanile e con Fred abbiamo proprio giocato insieme in prima squadra”.

No al mercato di gennaio e sì al tetto salariale per i calciatori: ecco la rivoluzione targata Infantino

Gianni Infantino vuole riformare il calciomercato. Il numero uno della Fifa ha annunciato in un’intervista a L’Equipe di avere in mente un nuovo sistema che prevede significativi cambiamenti. La riforma, come spiegato dal presidente, passa per 11 punti fondamentali, tra cui l’eliminazione della finestra di gennaio e un tetto salariale per i calciatori, condizionato dagli introiti dei rispettivi club. Verranno modificate (e limitate) anche le commissioni che potranno percepire gli agenti e gli intermediari. Il tutto per garantire una maggiore competitività: “Vogliamo che venga garantita l’integrità del mondo del calcio e ci siano maggiore trasparenza e più equilibrio competitivo“, le sue parole al quotidiano francese.

Fonte: L’Equipe

Calciomercato Roma. Monchi punta de Jong dell’Ajax

Non si ferma il lavoro di Monchi. Il ds giallorosso, stando a quanto riporta calciomercato.com, avrebbe messo gli occhi su Frenkie de Jong, centrocampista dell’Ajax classe ’97. Nonostante il giovane abbia un contratto che lo lega fino al 2022 al club dei Lancieri, in Olanda è dato per partente.

Fonte: Calciomercato.com

Strootman: “Ho rinnovato per restare a lungo. Voglio vincere con la Roma”

Kevin Strootman ha parlato a Sky Sport 24 del proprio presente, passato e futuro in giallorosso: “Io ho rinnovato il mio contratto per rimanere a lungo con la Roma, ho una profonda riconoscenza verso la Roma che mi ha aspettato dopo tre operazioni chirurgiche, non potrò mai dimenticarlo. Voglio arrivare in Champions League, va bene anche il quarto posto, peccato però non essere rimasti dietro a Napoli e Juventus. Io sto bene qui, è una cosa speciale. Se vincessi qualcosa qua sarebbe molto speciale, ma purtroppo quest’anno possiamo vincere solo la Champions League ma è molto difficile. Voglio vincere qualcosa, non parlare di ciò che c’è scritto sul mio contratto. Io sono molto contento di giocare qui tante partite, dopo l’infortunio mi hanno sostenuto sempre, l’ho detto tante volte ma nel calcio non si sa mai, magari la Roma sceglie un altro calciatore o non mi troverò più bene qui, ma in questo momento non ci penso neanche ad un trasferimento”.

Fonte: Sky Sport 24

Monchi: “Capisco i tifosi, loro vogliono vincere. Io chiedo a loro fiducia”

Il lavoro per Monchi non finisce mai, in attesa di discutere i rinnovi di contratti di ManolasFlorenzi eAlisson, il ds giallorosso è intervenuto durante la trasmissione L’Originale in onda su Sky Sport. Lo spagnolo ha parlato della Roma e di più. Ecco le sue parole:

Quanto è innamorato della Roma?
Sono innamorato di questa società da quando sono arrivato. Ho capito presto quanto bene vogliono i tifosi a questa società”.

Ha seguito le partite di oggi? In Real-Psg c’era qualcosa di Monchi?

Sì, c’erano Sergio Ramos e Emery. Alla fine è arrivato un risultato insperato, perché il Psg sembrava più in palla, poi il Real ha vinto nel finale“.

Marcelo poteva essere del Siviglia?
Sì, lui ha fatto scalo all’aeroporto di Madrid e lì i dirigenti del Real lo hanno preso“.

Salah ha fatto gol. Quanto rammarico c’è in quell’operazione?
Alla fine possiamo arrivare a 50 milioni, ma in quel momento dovevamo vendere un calciatore. Però poi il casino di Neymar e Mbappé hanno fatto saltare il mercato. Io penso che il prezzo non sia stato il migliore, ma era quello che potevamo fare. Quando sono arrivato lui aveva già fretta di andare al Liverpool. Oggi nel calcio conta dove vogliono andare i calciatori”.

Cosa pensava quando vedeva raccontare il mercato?
“Volevo sapere quali fossero le fonti”.

Ha in testa una traccia?
I numeri sono importanti per la società. Abbiamo bisogno di gestire bene l’azienda. I tifosi però vogliono i trofei e le vittorie. Quello che avete detto del Siviglia sulla plusvalenze va bene, ma bisogna dire che sono stati vinti trofei. Io capisco i tifosi. A loro non interessano i numeri, loro vogliono vincere. Prima, però, dobbiamo trovare la strada giusta per vincere e creare una società per poterlo fare continuamente. Io chiedo un po’ di fiducia. Il Monchi che è arrivato è meno Monchi di quello che ora è qui. Ora conosco la società e la città”.

Quanto ci metterà Monchi ad essere acclamato da tutto l’Olimpico?
Il mio obiettivo, e l’ho detto da quando sono arrivato, è di fare quello che vogliono i tifosi, ossia vincere. Ma il movimento si vede solo quando ti muovi. Noi dobbiamo cercare la strada per arrivare dove loro vogliono che si arrivi”.

Che cosa rappresenta per voi la Champions?

Tanto, penso sia la miglior competizione del mondo. Possiamo fare cose importante per noi e i tifosi. E anche per me, che non sono mai arrivato ai quarti di finale”.

Sarri dice che l’Europa League è insensata perché si spendono troppo energie. Lei con il Siviglia l’avete vinta 3 volte. Che consigli date agli italiani?

“E’ stata fondamentale per la nostra crescita. L’anno scorso ho visto i giocatore del Manchester United esultare come se avessero vinto un trofeo importantissimo. Non penso che il Napoli la snobbi, anche perché ti porta a poter disputare la Supercoppa europea. Non mi sembra una cosa da poco”.

 C’è stato un duello per Ounas?

“Sì, ma alla fine è andato al Napoli perché lo hanno pagato prima. Per questo l’hanno preso, io credo che si tratti di un ottimo calciatore”.

Ci spiega quei giorni di mercato della Roma legati alla cessione di Dzeko? E’ vero che Abramovich ha bloccato tutto dopo la Sampdoria?

“Noi abbiamo iniziato a parlare con loro di Emerson, poi è emersa l’interesse per Edin. Una volta che ci è arrivata l’offerta, noi l’abbiamo ascoltata e abbiamo fatto la nostra richiesta. Loro poi non hanno trovato l’accordo con Dzeko. Ma io dico, eravamo convinti di vendere Emerson e lo abbiamo fatto. La loro offerta in quel momento non ci piaceva al 100% e alla fine non lo abbiamo venduto. Non è un bel momento quando devi vendere, ma i tifosi devono capire che c’è sempre un’alternativa e pure valida. Non è che ci si mette Monchi in attacco”.

C’è chi dice che Defrel e Schick sono costati troppo. Il ceco sarebbe stato l’erede?

“A prescindere di Schick, noi avremmo preso un sostituto di Dzeko. La fiducia che abbiamo in Patrik e Gregoire è tanta, ma se Dzeko fosse andato al Chelsea avremmo preso un attaccante. C’era Giroud, ma c’erano anche altre alternative. Si parla di cifre che per ora non sono quelle reali. Noi per ora abbiamo pagato 6 milioni per Schick e 5 per Defrel. Quest’anno noi spenderemo questo per loro due. Dimentichiamoci dei 40-42 milioni. Io sono sicuro che lui diventerà un giocatore fortissimo. Lui è un attaccante ma può ricoprire anche il ruolo di esterno. Un buon giocatore sa stare ovunque”.

Lei ha un budget?

“Certo che sì, il direttore sportivo ha in mano il 70-75% delle entrate di una società. Io dico che sia importante avere un occhio con gli scout e uno con la società. Bisogna andare avanti insieme, sennò tutti sarebbero capace”.

Avrebbe venduto Totti per 200 milioni?

“Eh non lo so, forse è poco. Lui è stato un calciatore che in questo momento potrebbe essere paragonato ad un top player come Messi, Neymar, Ronaldo o Kane. Lui ha tutto, va anche oltre il calcio”.

Rinnovo a vita per Florenzi?

“Magari rimanesse a vita. Lui è romanista, sono convinto che rimarrà qui per tanti anni”.

L’alimentazione?

“L’alimentazione è fondamentale. Noi la curiamo moltissimo, il nostro nutrizionista è un professionista che lavora fianco a fianco con i dottori”.

Molti giocatori che hanno militato al Siviglia sono stati importanti in Italia. Come si è costituito questo asse?

“Lo scorso anno abbiamo preso Vazquez e Correa, mentre quest’anno hanno preso Muriel e Montella. Stanno facendo bene, anche Montella sta andando bene. E’arrivato in finale di Coppa del Re e sta lottando per la Champions. Mi sembra una bella connessione”.

A che ora arriva qui nella palestra di Trigoria?

“Presto, alle 7.30”.

Quanto dorme?

“Poco (ride, ndr). Perché la mattina ho bisogno di fare esercizio fisico, e quella è l’unica ora in cui nessuno mi chiama”.

Lei non è altissimo, quali erano le sue caratteristiche da portiere?

“Era un’altra epoca. In Spagna i portieri non erano così alti. Ero agile, buono nell’1 vs 1, ma mi mancavano altre cose”.

Pallotta?

“Rapporto bellissimo. Alcune volte ho sentito che manca la sua presenza, mentre io gli dico di essere meno presente. Io parlo tutti i giorni con lui, lui è molto vicino alla squadra e alla società e ne è costantemente preoccupato. Lui ha nella testa una Roma vincente, e alla fine ci arriverà”.

Monchi lei ha cantato al Carnevale di Cadiz, la sua città?
E”’ un Carnevale diverso, e nel 2010 ho fatto il concorso di canto. Arrivai nono. Ma i partecipanti erano otto (ride, ndr). Scherzo, erano 180 i partecipanti”.

Fonte: Sky Sport

Mercato Roma. Si lavora per il rinnovo di Alisson sulla base di 5 milioni di euro. I giallorossi vorrebbero una clausola da 90 milioni per l’estero

Alisson, portiere della Roma, potrebbe essere pronto a rinnovare con i giallorossi. Come riferisce calciomercato.com, il club starebbe lavorando con l’entourage del brasiliano per un rinnovo con un importante aumento dell’ingaggio, passando dagli attuali 1,5 milioni di euro a 5 milioni (bonus inclusi). Inoltre la Roma chiede l’inserimento di una clausola rescissoria pari a 90 milioni di euro e valida solo per l’estero. Su Alisson, come già noto, c’è l’interesse di Liverpool, Psg, Bayern Monaco e Real Madrid. Gli spagnoli sembrano essere i più decisi tant’è che in terra iberica si era parlato di un pre-accordo con la Romapari a 50 milioni di euro, smentito puntualmente da Trigoria.

Fonte: Calciomercato.com

Totti: “Con Spalletti non ci sarà mai un confronto. Ecco quanto costerei oggi”

Ospite della trasmissione ‘I Signori del Calcio’ che andrà in onda su Sky Sport sabato alle 19.15, Francesco Totti ha parlato molto della sua Roma, tra passato, presente e futuro. Ecco un’anticipazione della sua intervista.

IL REAL MADRID E IL PALLONE D’ORO

“L’offerta più concreta per lasciare la Roma è stata quella del Real Madrid, nel 2003/04. Ho fatto una scelta precisa: precludermi la possibilità di vincere tanto per rimanere con un’unica maglia, che per me è stata la cosa più importante. Alla fine ho avuto tutto: amore e passione per me sono stati più importanti che vincere trofei altrove. Per la Roma ho dato il 101%, perché ho messo la Roma davanti a tutto, davanti a me, alle cose personali, alla vita privata. La Roma è stata tutto. Il Pallone d’oro è stata una delle cose che mi è mancata personalmente. Con la Roma sapevo di avere meno possibilità rispetto ad altri giocatori che giocavano con Real Madrid, Juventus, Milan… anche perché il Pallone d’Oro si vince conquistando la Champions o il Mondiale, oppure qualche altro trofeo importante. Io con la Roma ho vinto Scudetto, Supercoppa Italiana e Coppa Italia, perciò non ero in grado di poter combattere con altri giocatori.

IL RAPPORTO CON SPALLETTI

Con Spalletti non c’è mai stato un confronto e mai ci sarà. Avrei preferito chiudere in modo diverso. Fossi stato in lui avrei gestito il calciatore, e soprattutto la persona, in maniera diversa: mi sarei confrontato con lui, gli avrei parlato. Comunque sono riuscito a fare questo passaggio da calciatore a dirigente della Roma con lo spirito giusto: con l’armonia, con l’intelligenza di una persona grande. Sono cresciuto nel campo e nel campo morirò”.

UN ALTRO TOTTI NON ESISTE

“Non penso che esista un altro Totti e che nel caso possa rimanere a lungo nella Roma. Oggi conta il business. È difficile che un giovane della Roma crescendo rimanga e possa fare le stesse cose che abbiamo fatto io o Daniele De Rossi. La situazione è diversa ed è impossibile che quello che è successo con noi si ripeta. Prima si pensava ai giovani promettenti del nostro Paese più che a scoprire un giovane brasiliano, argentino, sudamericano, o di qualsiasi altro Paese nel mondo.

TOP PLAYER E SUO PREZZO

“Se dipendesse da me spenderei qualsiasi cifra al mondo per comprare i giocatori più forti, anche perché per vincere servono giocatori forti. Questo l’ho sempre detto e lo dirò sempre. Però poi non sono io a gestire i soldi, è il presidente che decide. Il presidente metterà un budget e in base a quel budget dovrà essere bravo a costruire una squadra. E’ un mercato pazzo? Io costerei 200 milioni“.

Fonte: Sky Sport

Sampdoria, Ferrero: “Schick? Alla Roma ho dato un vero campione, diamogli tempo e ci farà divertire. Varrà 100 milioni”

Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, ieri sera durante la trasmissione Tiki Taka ha rilasciato alcune dichiarazioni su Patrik Schick, attaccante della Roma. Queste le sue parole:

Cosa pensa di Schick? 
Alla Roma ho dato un vero campione, un talento naturale, un ragazzo umanamente pazzesco. Solo il tempo mi darà ragione: non si è allenato e lo hanno buttato nella mischia. A Roma c’è tanta pressione, diamogli tempo e ci farà divertire. Varrà 100 milioni.

Fonte: Mediaset

Calciomercato Roma, dalla Spagna: Monchi sempre interessato a Ceballos

Dani Ceballos è da tempo nel mirino di Monchi, che sta provando ad inserirsi nel momento delicato del Real Madrid sfruttando lo scarso minutaggio del centrocampista spagnolo. Già l’agente di Ceballos aveva cercato di trovare un acquirente durante il mercato invernale, ma senza riuscirci. La Roma è rimasta alla finestra a guardare e Monchi ora spera di riuscire a rinforzare i giallorossi con il ventunenne, con la consapevolezza che un esonero di Zidane e l’arrivo di un allenatore che faccia giocare più minuti a Ceballos potrebbe rendere vani gli sforzi fatti dal ds della Roma.

Fonte: Don Balon

Roma, l’ex Hector Moreno: “Monchi mi ha portato in Italia, ma Di Francesco puntava su altri”

Hector Moreno, ex difensore romanista arrivato in estate come primo acquisto della campagna estiva e ceduto a gennaio alla Real Sociedad, è intervenuto ai microfoni di “El Diario Vasco”. Queste le sue dichiarazioni:

Cosa non ha funzionato alla Roma?
Monchi mi ha portato a Roma, ma Di Francesco contava su altri calciatori. Non è una colpa, le sue scelte erano in funzione di quello che secondo lui serviva alla squadra. Ogni volta che sono andato in campo ho giocato a buon livello. Ho giocato poco ma mi sono sempre allenato duramente e fisicamento sto bene. Tra sei mesi ci sarà il Mondiale, un appuntamento imporante.

Perché hai scelto la Real Sociedad?
C’erano alcune offerte dal Messico, ma non volevo tornare nel mio paese. Volevo restare in Europa, a Roma stavo bene e avevo deciso di rimanere. Due giorni prima della fine mercato il io agente mi ha chiamato per dirmi della proposta della Real Sociedad. Pensavo non ci fossere i tempi tecnici e che la Roma non mi avrebbe fatto partire, ma Monchi è stato molto bravo e in poco tempo era tutto fatto, così ora sono qui.

Fonte: El Diario Vasco

Calciomercato Roma: Monchi in pressing su Cristante. L’Atalanta chiede 30 milioni

Il direttore sportivo giallorosso, Monchi, avrebbe individuato in Bryan Cristante, centrocampista dell’Atalanta, il rinforzo ideale per la rosa di Di Francesco. La Roma, come riporta il portale specializzato in calciomercato, osserverà da vicino il giocatore nella partita che vedrà i nerazzurri impegnati contro la Fiorentina di Pioli a Bergamo domenica 18 febbraio alle 18.00. Sul giovane centrocampista classe 1995 ci sono anche i fari puntati di  Inter e Juventus, ma il ds giallorosso vuole anticipare la concorrenza per bloccare il centrocampista in vista della prossima estate. L’Atalanta di Gasperini valuta 30 milioni di euro il suo gioiello.

Fonte: Calciomercato.com

L’agente di Ünder: «E’ importante che giochi per avere confidenza e per il morale»

Omer Uzun, agente di Cengiz Ünder, ha parlato al Romanista dopo la splendida prestazione del ventenne turco contro il Benevento.

Dopo le normali difficoltà incontrate all’inizio nel suo percorso in Italia, si aspettava un’esplosione così veloce di Cengiz Ünder?
Ho sempre creduto in lui, perché lui ha dimostrato anche in passato di aver bisogno di un periodo di adattamento, anche nel suo primo anno all’Istanbul Başakşehir. Credo che un periodo di sei mesi o un anno è del tutto normale.

Quanto è importante giocare con continuità per lui?
Per ogni giocatore è sempre importante giocare per avere maggiore confidenza e per il morale.

Terim ha detto al Romanista che Cengiz ha la testa giusta per diventare un top player, Di Francesco ha detto che può diventare un leader. E’ la mentalità il punto di forza del ragazzo?
Sì, ha una mentalità forte e grande determinazione.

A gennaio ci sono state alcune voci di mercato relative alla possibilità di un trasferimento di Under al Galatasaray. Cosa c’è di vero?
Niente. Nessuno ha cercato me né il giocatore.

Fonte: Il Romanista

Cies. Roma al 17° posto tra le squadre più costose in Europa

La Roma è la 17esima squadra più costosa in Europa. Come riporta uno studio del Cies, i giallorossi, con un valore della rosa di 282 milioni di euro, sono il terzo club italiano più costoso, dietro alla Juventus (ottava) e Milan (tredicesimo). Inter e Napoli, invece, si posizionano rispettivamente al ventesimo e ventunesimoposto. In vetta a questa speciale classifica il Manchester City (878 milioni euro), secondo il Psg e terzo il Manchester United.

Fonte: Osservatorio Calcistico CIES

Nicolini (vice ct Turchia): “Under ha una mentalità da potenziale leader”

Carlo Nicolini, vice commissario tecnico della Turchia di Mircea Lucescu, è intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport per commentare il momento magico di Cengiz Under. Ecco le sue dichiarazioni:

Quali possono essere i margini di miglioramento di Cengiz Under?
Sono andato a trovarlo venerdì prima di Verona-Roma e gli ho detto che era ora di fare gol. Ne ha fatti tre (ride, ndr). Cengiz ci ha messo un po’ ad ambientarsi, come è normale per un giovane che arriva dalla provincia turca prima ad Istanbul e poi a Roma. Anche il fatto di non parlare la lingua lo ha un po’ condizionato nel suo rendimento, ma devo rendere merito all’allenatore ed alla società di averlo aspettato con pazienza e facendolo giocare. Under è un grande professionista ed ha grandi qualità sia fisiche che tecniche, deve migliorare a livello tattico, ma ha grande voglia di emergere. E’ un ottimo acquisto.

Si anche noi pensavamo potesse uscire, ma il mister ha dimostrato di crederci molto. Lui aveva giocato molto bene con Samp e Verona, è evidente che Di Francesco conosca la situazione vedendolo giorno per giorno. Uscendo El Shaarawy si è sentito più libero ed ha fatto giocate da grande calciatore.

Under può essere un futuro leader?
La Turchia punta molto sui giovani, ci hanno chiamato per aprire un nuovo ciclo. Noi vediamo in Under uno dei giocatori su cui costruire una squadra. Sapevamo che doveva crescere tatticamente ed in Italia lo può fare. Sapevamo avrebbe avuto delle difficoltà però sul giocatore ne io ne mister Lucescu abbiamo alcun dubbio. Il mister sente spesso Di Francesco per aiutarlo con l’apprendimento e la crescita di questo giovane talento. Under ha una mentalità da potenziale leader.

Parlando di Turchia, che opinione ha su Emre Mor e che tracce ha lasciato Lucescu nello Shakhtar di Fonseca?
Emre Mor è un talento incredibile che però sta giocando poco e fa fatica ad esprimersi, speriamo che faccia come Under. Sullo Shakhtar, posso dire che è praticamente la squadra di Lucescu non hanno inserito nuovi giocatori ed usano il nostro modulo. Sono cresciuti con due anni in più di esperienza. La Roma troverà una squadra molto forte da non sottovalutare, come ha fatto il Napoli nel girone, non vanno attesi troppo.

Fred è il giocatore più importante per lo Shakhtar?
Lo abbiamo preso io ed il presidente anni fa, Lucescu ha capito che doveva spostarlo a fare il mediano, ci abbiamo lavorato molto perchè mettere un diciottenne in quel ruolo è un rischio. Ha grandi qualità tecniche e fisiche e non è un caso che il Man. City lo abbia presoe pagato 58 milioni.

Fonte: Centro Suono Sport

Di Francesco: “La società deve sistemare i conti per costruire la Roma del futuro”

Il tecnico della Roma Eusebio Di Francesco è intervenuto telefonicamente sulle frequenze di Rai Radio 1, nel corso della trasmissione “Radio anch’io sport”. Queste le sue parole sulla vittoria di ieri contro il Benevento per 5 a 2.

Non ho dormito niente (ride, ndr).

E’ arrivata dopo una deviazione sfortunata, ma mancava così tanto tempo che ho cercato di tranquillizzare la squadra e non pensare al gol subito ma di iniziare a giocare come sappiamo. Ci abbiamo messo un po’ di tempo ma abbiamo trovato poi la strada giusta.

Troppe assenze.
Dovute dalle qualifiche di Nainggolan e Pellegrini nella stessa giornata che ci hanno complicato un pochino le vari situazioni in mezzo al campo. La Roma deve avere una rosa che anche nelle difficoltà delle essere capace di venirne fuori come abbiamo fatto ieri.

A chi può essere paragonato Under?
Faccio fatica a fare paragoni. Ha una grande qualità nel preparare il tiro nascondendo il calcio fino alla fine come Vincenzo Montella, anche se non ha le stesse caratteristiche come giocatore. Ha la stessa capacità e velocità di esecuzione, un paragone legato solo a una caratteristica tecnica.

A che punto è la sua Roma?
C’è ancora tantissimo da fare ma questa squadra nonostante il cambiamento e il metodo di lavoro ha assimilato presto dopo le difficoltà iniziali quello che gli chiedevo. Abbiamo avuto 40 giorni di difficoltà legate a tante situazioni. Una volta finite anche tutte le voci di mercato che hanno potuto distrarre – ma non deve essere un alibi –  stiamo ritrovando un pochino la compattezza di squadra anche se in alcuni momenti manca la continuità di attenzione durante la gara. Abbiamo alternato partite in cui non abbiamo dato continuità al nostro gioco.

Lei qualche tempo fa ha detto che questo organico non è da scudetto, Monchi invece non si aspettava questo distacco da Napoli e Juve. Dove sta la verità in mezzo a queste due frasi?
Il distacco non fa una piega, ma Monchi non ha detto che eravamo da scudetto. Sì ci aspettavamo qualche punto in più, perché abbiamo lasciato tanti punti per strada per nostre sciocchezze e per nostre stupidaggini a partire dall’espulsione di De Rossi contro il Genoa, o il Chievo, o partite nelle quali abbiamo dominato ma non abbiamo chiuso la partita. noi siamo sempre stati un pochino dietro Napoli e Juventus anche quando eravamo più vicini: per organico, per quello che è stato il mercato e il mantenimento della rosa. Noi abbiamo messo dentro tanti giovani interessanti ma che erano poco abituati a questa piazza come Under che ha avuto bisogno di adattarsi a questo calcio. È una scelta, ma io sono ben contento di costruire e cercare di migliorare questa Roma. È ovvio che anche io mi sarei aspettato qualche punto in più.

Il problema è che con la politica societaria che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi anni, lavorare con lo stesso organico per due anni di fila è un po’ complicato. Questa la preoccupa?
La possibilità di dare continuità con gli stessi calciatori sarebbe ottimale per qualsiasi tecnico, il Napoli ne è la dimostrazione ma anche la stessa Juventus che cambia poco. Mi auguro che rimettendo a posto tante varie situazioni societarie si possa poi dare continuità a tanti giocatori e si possa creare un assetto dove poi inserire altri giocatori. Questo sarebbe ottimale e credo che il mio direttore Monchi con il tempo voglia arrivare a questo. Però non si costruisce dall’oggi al domani, ci vuole una progettazione nel tempo, questo si vuole fare a Roma mettendo a posto i conti.

Dzeko, Nainggolan e Alisson?
Io li alleno, non faccio il mercato.

La Roma segna troppo poco, eppure siete quarti.
Tra la fase difensiva e quella offensiva ci sono dei numeri eclatanti. Siamo la squadra che ha tirato più importa in tutto il campionato, ma non siamo stati concreti. Mi auguro da qui alla fine del campionato di ritrovare quella capacità di realizzare come abbiamo fatto ieri, poi in altre occasioni siamo poco fortunati e poco determinati sotto porta. Dobbiamo lavorare, lavorare, lavorare e cercare di migliorare i difetti che in questo momento abbiamo.

Ascoltatore: Su un fallo laterale per il Benevento lei non ha consegnato il pallone al giocatore campano. 
Io non mi lamento mai e cerco di fare dell’educazione e del rispetto una parte principale. L’ascoltatore ha detto una grande sciocchezza, il giocatore del Benevento è venuto ed ha raccolto il pallone a un metro da lui. Inoltre stavamo anche perdendo.

Schick può giocare dietro Dzeko nel 4-2-3-1?
Sì, anche se lui sarebbe meno trequartista e più attaccante, con caratteristiche differenti a Nainggolan che è più centrocampista. Schick può adattarsi in ogni ruolo offensivo, vi assicuro che ha qualità importanti, ma desso deve trovare continuità negli allenamenti.

Totti è una risorsa?
Una grande risorsa. Poco appariscente, ma nello spogliatoio è molto importante. Spesso mi dà gli umori della squadra perché gli ha vissuti e a differenza mia che sono arrivato quest’anno può aiutarmi con i giocatori che già conosce.

Superato il momento difficile della Roma? La Champions?
Deve essere un finale in crescendo, la squadra ha acquisito determinate sicurezze. Abbiamo pagato qualcosina dal punto di vista fisico. Adesso dobbiamo perdere meno pezzi possibili e dobbiamo trovare continuità sia di partite che di allenamenti. Mi auguro possa essere un grande finale, a partire da Udine. Contro lo Shakhtar vogliamo vincere e superare il turno.

Karsdorp?
La riabilitazione è corretta, ma dobbiamo essere bravi a non avere fretta. Non dobbiamo accelerare il recupero, basta guardare quello che è accaduto Ghoulam. Qualche giorno in più è consigliato rispetto a qualche giorno in meno.

Ascoltatore: Quanto aiuta un allenatore che ha giocato a Roma sopportare le pressioni dell’ambiente? Quando inizieranno a tornare i giovani giocatori della Roma sparsi in tutta Italia?
Dipende dalle qualità, e da come si formano. Come Pellegrini che la Roma ha riportato a casa pagando qualcosina ma ritrovando poi un giocatore che ha giocato due campionato con il Sassuolo. L’Importante è selezionarsi al meglio e portare i giovani di qualità. La mia esperienza a Roma da giocatore mi sta aiutando perché conosco l’ambiente anche se negli anni alcune cose sono cambiate..

È così difficile questo ambiente romano?
Roma è una piazza importante, ma bisogna essere attenti a qualsiasi cosa. L’ambiente di Roma è particolare. Vincere qui non è mai facile, ma per chi ha voglia di far bene come me bisogna accettarlo.

Fonte: Rai Radio 1

Roma-Benevento, Monchi: “Oggi possiamo ritrovare la vera Roma”

Il direttore sportivo della Roma Monchi ha parlato prima del fischio di inizio a premium sport: “La Roma è pronta per affrontare queste sfide, la squadra sta tornando al suo livello, stiamo bene fisicamente, è stato un problema più mentale. Ora stiamo recuperando gli infortunati. Non mi aspettavo un così grande distacco con le prime, ma la classifica dice la verità. Abbiamo sbagliato troppo. Credo che per la Champions ci siano tre squadre forti: la Lazio sta facendo una grande stagione, l’Inter ha un buon allenatore, ma noi stiamo bene e possiamo prendere un posto in Champions.”  Su Jonathan Silva:”Il mercato è stato difficile, ma abbiamo fatto il mercato che la Roma meritava, penso che per i tre mesi che restano abbiamo una rosa all’altezza. I gol di Dzeko, ma di tutta la squadra ci servono per tornare competitivi”.

Fonte: Premium Sport

L’ex Ct turco Terim: «Cengiz Ünder ha mentalità da grande, può diventare un campione»

Ci ha scommesso tra i primi, ci scommette ancora una volta adesso che sta sbocciando il “turchetto” della Roma, Ünder. È l’Imperatore, Fatih Terim, che non esita a definirlo un talento «con ampi margini di miglioramento». Quello che traspare dalle parole dell’allenatore di Adana è soprattutto che Gengo, come lo chiamiamo noi a Roma, ha quella che nel calcio si usa chiamare la «testa giusta». E detto da uno che lo conosce bene – e che, c’è da scommetterci noi stavolta, se lo prenderebbe di corsa se capitasse l’occasione – vale ancora di più.

Terim ha sessantaquattro anni, attualmente è il tecnico delGalatasaray (e qualche rumors di mercato su Ünder a gennaio c’è stato). Alla squadra giallorossa di Istanbul, dove nel 1999-2000 ha vinto la Coppa UEFA, è ri-approdato a dicembre scorso, dopo un quadriennio alla guida della Turchia finito male, con una rissa in un ristorante che portò al suo esonero per motivi extra calcistici. Lì è stato calciatore, e quella, insieme alla nazionale turca, rappresenta un po’ la sua seconda casa. Nell’alternanza di panchine tra Galatasaray e Turchia, però, si inserisce nella carriera di Terim la parentesi italiana, l’unica all’estero, maturata in due stagioni, una alla Fiorentina, dove fece bene ma a metà anno decise di non prolungare il rapporto per vedute troppo distanti dall’allora patron Cecchi Gori, e una al Milan (dove dai viola si portò Rui Costa), iniziata nei fasti e finita nefasta, con l’esonero che portò dopo pochi mesi i rossoneri nelle mani di Ancelotti.

Tecnica e mentalità

Insomma, chi meglio di lui, per parlare di un turco in Italia? Proprio Terim è stato tra i primi a credere in Cengiz Ünder, portandolo in nazionale, e non ha dubbi sul fatto che può diventare un top player e può farlo in Italia, nella Roma: «Certo che può. È un ragazzo giovane, ha fame e tanta voglia, ma soprattutto tanto margine di miglioramento ancora. Ha tanto da imparare dall’Italia e dal calcio italiano. Con la mentalità che ha può solo fare meglio».
Terim vuol dire esperienza, carisma, personalità. È una vera e propria icona dello sport più popolare di Turchia, tanto che a Istanbul gli è stato intitolato uno stadio, quello situato nel distretto di Basaksehir, che è costato quasi 50 milioni di euro e che ospita la gare interne dell’Istanbul Basaksehir, l’ex squadra di Cengiz Ünder, il primo turco della storia della Roma. Anche il numero 17 giallorosso in patria è molto considerato, attorno a lui c’è l’attenzione di una Nazione intera, nonostante la giovane età e Gengo, il “Dybala turco”, a dispetto del piccolo aspetto, è già un gigante. Un gigante semplice. «Mentalità» è la parola d’ordine di una carriera che si è costruito passo dopo passo, con umiltàe consapevolezza dosate alla giusta maniera: «Troppa pressione? Ha avuto successo già da giovane e ha meritato la maglia della nazionale dove ha risposto alla responsabilità che gli abbiamo dato. Avrà più successi e migliorerà ancora».

Due ruoli possibili

Vista la sua qualità e la sua predisposizione anche al sacrificio in fase difensiva, in Turchia è considerato più un centrocampista che un attaccante, in Italia viene utilizzato più come un attaccante esterno: «Cengiz è un ragazzo con una enorme capacità fisica e di condizione e questo è un grande vantaggio per lui. Lui risponderà al meglio in qualsiasi ruolo gli chiederà il suo allenatore. Io l’ho fatto giocare in tutti e due ruoli e non mi ha deluso in entrambi i casi». Intanto, da un ct all’altro, anche il successore di Terim, Lucescu, lo considera molto e lo convocherà sotto la bandiera con la mezzaluna e la stella e vuole puntare su di lui per rinnovare il gruppo.

Fonte: Il Romanista

Dall’Argentina: Roma vicina al classe 2000 Castro

Secondo quanto reso noto da TYC Sports, la Roma è vicina a NicolasCastro, centrocampista classe 2000 del Newell’s Old Boys. L’argentino era vicino a trasferirsi al Boca Juniors per 120.000 dollari, ma la Roma ha offerto 600.000 euro per il 70% del suo cartellino. Il centrocampista è nel giro della nazionale albiceleste under 20.

Fonte: TYC Sports

CIES. Roma quarta nel bilancio delle operazioni di mercato

Da un’analisi fatta dal CIES Football Observatory sul bilancio nelle ultime due finestre di mercato dei club nei 5 maggiori campionati europei, la Roma risulta quarta. I giallorossi hanno un passivo di +52 milioni tra entrate (178milioni) e uscite (128milioni). La squadra di James Pallotta è la prima italiana presente in graduatoria alle spalle solo di Monaco(+286), Borussia Dortmund(+168) e Lione (+56).

Fonte: Romanews.eu