Francesco Totti tra i VIP che lanciano l’appello al voto per tutti gli italiani all’estero

Il mondo delle celebrità si muove per le elezioni del 4 marzo: una quarantina di personaggi famosi, lanciano un appello per il voto degli italiani all’estero in una serie di mini video trasmessi da alcuni giorni su Rai Italia, il canale della tv pubblica per gli italiani nel mondo, in onda dal Canada agli Usa al Sud America, dall’Africa all’Asia all’Australia, con un bacino di 18 milioni di case di italiani raggiunte e di oltre 4 milioni di persone votanti. Come riporta l’Ansa, tra i tanti volti noti, anche il dirigente della Roma Francesco Totti, che si è unito al messaggio “Io voto”, testimoniato in un filmato. Tra gli altri anche Verdone, Buffon, Arbore, Baudo e la Carrà.

Fonte: ANSA

La Roma celebra Totti ed il suo premio alla carriera (Video)

La Roma celebra la consegna del premio alla carriera a Francesco Totti con un video sul proprio profilo ufficiale di Twitter. A consegnare questo premio è stata la Laureus Sport Awards in una serata a Montecarlo insieme a tanti altri campioni dello sport. L’ex capitano giallorosso è stato, inoltre, nominato Ambasciatore Laureus.

 

 

 

https://twitter.com/twitter/statuses/968558493409128448

Fonte Video: Twitter AS Roma

Laureus Sport Awards, Totti riceve il premio alla carriera, nella notte di Montecarlo. Leggende dello sport (Foto)

Giornata di mille emozioni per Francesco Totti, che ha ricevuto il premio alla Carriera nell’ambito dei prestigiosi Laureus Sports Awards. Lo storico capitano giallorosso, dopo aver ringraziato tutti sul palco, è tornato a parlare ai microfoni di Sky Sport. Ecco le sue prime parole dopo la consegna dei premi:

Che emozione è stata?
E’ stato inaspettato, non pensavo di vincerlo. Un riconoscimento internazionale che ho accettato a braccia aperte, sono riuscito in questi 25 anni a fare qualcosa di bello e importante“.

Tra le motivazioni del premio il fatto di aver giocato sempre con la stessa maglia?

E’ il premio più importante questo, non aver cambiato squadra e cercato altrove. Indossare un’unica maglia, il desiderio realizzato. Tutto quello che ho fatto l’ho fatto con amore“.

Quanto si soffre in tribuna?
Tantissimo, è diverso dallo stare in panchina e giocare durante la partita. Seduto lì hai un’altra testa ed è tutto più difficile. Durante la partita pensi a tante cose e vorresti farle ma purtroppo non puoi farle“.

Prima hai risposto in maniera decisa alla possibilità di allenare?
No, no, no e no anche adesso, non è cambiato niente” (ride, ndr).

Cosa le sta insegnando Monchi? Qual è il suo ruolo?
Da Monchi c’è solo da imparare. E’ uno dei ds più importanti d’Europa e la Roma è riuscita a strapparlo ad altre squadre molto più importanti. Affianco a lui vedo, scruto, ascolto, medito, io sono uno che guarda tutto. Piano piano sto capendo il ruolo principale che mi si addice. Quello che penso è che devo rimanere nel settore tecnico. Il campo, i giocatori, lo spogliatoio, è quello che conosco più di tutto quindi mi si addice quel ruolo. Non so se direttore tecnico, come volete voi. Ma la parte del campo sicuramente è quella più bella e più sentita“.

Sulla partita del ritiro?
Diciamo che quella giornata è stata abbastanza difficile per il contesto, già dalla mattina fino alla sera della partita. Poi il discorso conclusivo era molto sentito, difficile, che sentivo. Aiutato da mia moglie ci siamo messi a tavolino e abbiamo esternato tutti e 25 gli anni di Roma. Era doveroso nei confronti dei romani e dei romanisti parlare in quel modo e in quel momento“.

Sull’essere dirigente?

Io fortunatamente sono questo tipo di persona. Mi esprimo così, quello che penso dico. Perciò mi sento di aiutare il prossimo, di mettermi a disposizione dei compagni, del mister, della società. E’ sempre stato un mio pregio, quello di condividere chiaramente tutti i miei pensieri, facendo capire quanto fossero importanti“.

Sul momento del calcio italiano?
Diciamo un momento. Spero sia un momento, anche perché che l’Italia non possa partecipare al Mondiale la vedo una cosa critica. E’ una cosa troppo importante per il nostro essere Nazione ed il nostro Paese, e penso che dispiaccia a tutti che l’Italia non possa partecipare ad un evento così importante“.

Sulle parole di Nainggolan?
Sono contento che Radja possa parlare in questo modo e che abbia un’ambizione importante, che è quella di rimanere per sempre a Roma. Ha 5 anni di contratto, e cercheremo di portarlo più avanti possibile. Poi le cose si fanno sempre in due, ma l’importante è che lui tenga a rimanere a Roma, che non è un trampolino di lancio ma è la conclusione in una grande squadra, che può vincere qualcosa di importante“.

View this post on Instagram

Con @ilaryblasi sul red carpet di #laureus18

A post shared by Francesco Totti (@francescototti) on

https://www.instagram.com/p/BftxYABB-FL/?taken-by=francescototti

Fonte: Sky Sport

Fonte Foto: Instagram (Francesco Totti)

Nainggolan: “Potevo andare al Chelsea, ma state tranquilli il mio futuro sarà a Roma”

Il centrocampista della Roma Radja Nainggolan, è tornato a parlare del suo futuro in una intervista, queste le sue parole:

Nello spogliatoio che persona sei?
Non sono un piantagrane e non ho mai avuto problemi con nessun compagno, basta chiedere in giro.

Futuro?
Potevo andare al Chelsea o potrei andare ora in altre squadre, ma cambiare stile di vita e cultura non fa per me. Se pensassi ai soldi avrei già cambiato squadra due o tre volte e guadagnerei di più. Ma io voglio vivere dove si sta bene, a me e la mia famiglia non manca nulla, si vive nel migliore dei modi, ci sono buoni ristoranti e si può fare bene shopping. Nel mio futuro mi vedo a Roma, penso di restare a vivere qui.

Totti?
Lui in certe cose è simile a me, puoi essere serio nella vita, ma non troppo. E poi dice sempre quello che pensa. Proprio come me.

Il Mondiale?
Penso che, sulla base dei miei risultati negli ultimi anni, merito di essere convocato dal Belgio.

Fonte: Sportmagazine.knack.be.

Laureus Sport Awards, Totti: “Di Francesco non è in discussione. Crediamo fortemente in lui. Ci risolleveremo”

Francesco Totti, dirigente della Roma, quest’oggi ha raggiunto Montecarlo per partecipare al Gala dei Laureus Sport Awards. Queste le sue parole riportate al Corriere dello Sport:

Di Francesco è sereno? 
“Quando si perde è un momento delicato per tutti, noi come società gli siamo vicini, crediamo forte in lui e lo sosterremo fino alla fine, è un punto fermo della nostra società”.

Sei preoccupato per questa situazione? 
“No, perché credo nel mister. Gli siamo vicini in tutto e per tutto e cercherà di risollevare questa squadra. Speravo che tutte queste difficoltà non ci fossero ma ci rialzeremo. Nell’arco di una stagione gli alti e bassi possono esserci e a Roma queste situazioni spuntano all’improvviso, quando meno te lo aspetti. Sono sicuro che ci risolleveremo e faremo un grande finale di stagione. Il problema del gol sparirà, basta restare uniti, coesi e avere un unico obiettivo. Sono certo che andremo avanti in Champions e finiremo bene in campionato. Le voci di crisi non ci interessano: società, squadra e allenatore sono uniti. Ci risolleveremo anche se nella piazza di Roma, quando ci sono delle difficoltà, tutto diventa più difficile. La situazione non è critica: avevamo vinto tre partite di fila in campionato, poi c’è stato il piccolo passo falso in Champions e il ko con il Milan”.

Pallotta è arrabbiato?
Monchi è andato lì per parlare di altro, non di Di Francesco per il quale nutriamo tutti grande fiducia.

La partita contro lo Shakhtar Donetsk? 
“Il secondo tempo dell’andata mi ha sorpreso perché dopo una prima frazione come quella non pensavo a una ripresa così brutta. Abbiamo tutte le carte in regola per ribaltare la partita e conquistare la qualificazione”.

Dzeko?
“Tornerà a segnare, ci sta un momento di flessione ma lui i gol li ha sempre fatti”.

Spalletti?
“Dell’allenatore di prima non parlo più. Per me è un capitolo chiuso e non intendo più dire niente a riguardo. Penso a Eusebio che farà grande questa squadra”.

Scudetto?
“Se devo tifare tra Napoli e Juventus dico Napoli perché sennò la Juventus è monotona. Ogni vent’anni è giusto che vinca un altro”.

Il Mondiale?
“Per me è la competizione più importante che un giocatore possa mai giocare. E’ bello vederlo e sentirlo, purtroppo per noi italiani quest’anno non sarà lo stesso Mondiale di tutti gli anni, però penso che sarà una Mondiale da brividi, eccitante che alla fine vincerà il migliore. In questo caso quest’anno credo che lo possa portare a casa il Brasile”.

Fonte: Corriere dello Sport

Buffon: “Totti ha sofferto tanto quando ha smesso. Alisson è uno che dà tanta sicurezza alla squadra”

“Francesco Totti lo conosco dall’Under 15 della Nazionale. Abbiamo passato 25 anni di calcio insieme”. Queste le parole di Gianluigi Buffon ai microfoni di Tiki Taka. Il portiere della Juventus aggiunge: “Credo che lui abbia sofferto tanto quando ha strappato questo cordone che lo legava alla Roma e questo allontanamento dal ruolo di giocatore. Ma arriva il momento per tutti e bisogna prepararsi a un altro tipo di vita. Questa cosa non è semplice ma è inevitabile. Francesco ha detto che la voglia di giocare ci sarà sempre e questa cosa è normale, soprattutto per lui che è stato un protagonista così importante”. Poi conclude su Alisson: “E’ una sorpresa solo per chi non conosceva il portiere. Lo avevo già adocchiato e mi aveva sempre colpito per la tranquillità con la quale affronta le gare e per come semplifica in ogni momento gli interventi. Dà tanta sicurezza alla squadra”.

Fonte: Tiki Taka

Francesco Totti: “Nevicata romana”!!!

La neve a Roma è un qualcosa di meraviglioso, tutti i romani e non, si sono svegliati con una bella sorpresa. Anche l’ex numero dieci della Roma Francesco Totti svegliandosi questa mattina, si è trovato davanti ad uno scenario eccezionale per un romano. Il giardino della sua villa infatti, come del resto tutta la Capitale, si è completamente innevato, innescando la voglia del dirigente giallorosso di condividere lo stupore sul proprio profilo Instagram. Ecco la foto che lo ritrae sorridente assieme alla sua famiglia sulla neve.

“Nevicata romana!”.

View this post on Instagram

Nevicata romana!

A post shared by Francesco Totti (@francescototti) on

Fonte: Instagram

Roma-Milan, Totti: “A Kharkiv volevamo fare risultato, ma restiamo comunque in corsa”

Queste le dichiarazioni di Francesco Totti, dirigente della Roma, rilasciate alla stampa a pochi minuti dal fischio d’inizio della sfida con il Milan:

Prima volta ai nostri microfoni nel prepartita da dirigente, ti piace essere chiamato così?
“Un nome pesante, ma mi diverto. Mi sto calando nella parte, ma ci sono già entrato”.

Che Roma ritroveremo stasera?
“Sicuramente la Roma di mercoledì è stata inaspettata, il primo tempo straordinario e il secondo non da Roma. Non è successo quello che volevamo, cioè fare una bella partita e fare risultato, ma restiamo comunque in corsa. Da stasera cercheremo di tornare la Roma del primo tempo di Kharkiv, è la Roma che tutti vogliono”.

Schick, per la sua esperienza pensa che sia il suo momento?
“E’ un giocatore straordinario, spero lo faccia vedere da stasera. Sfrutterà questa chance nel migliore dei modi. Lo abbiamo cercato e strappato alla Juve, puntiamo fortemente su di lui. Cercherà di essere un giocatore di Roma”.

(domanda di Ciro Ferrara). Agli inizi in Nazionale mi portavi le borse?
“Si, ma giocavi in ciabatte” (ride, ndr)

Le caratteristiche di Schick?
“E’ una decisione del mister e va rispettata. Dzeko ha sempre giocato e gli serve riposo, deve ritrovare freschezza. Schick può fare benissimo quel ruolo, cercheremo in tutti i modi di sfruttarlo”.

Cosa succede a Nainggolan, che appare un po’ appannato?
“E’ un giocatore di alto livello e ci si aspetta sempre prestazioni top da lui. Non sta segnando come l’anno scorso ma è sempre formidabile e attivo. Il mister punta su di lui e siamo felici di averlo nella nostra rosa”.

Ferrara prima ha detto che qualcuno l’ha fatta smettere… E il suo suggerimento a Buffon di smettere solo quando si sarebbe sentito sicuro di farlo?
“Ho detto quello che ho pensato. Ognuno può pensare quello che vuole, ma il mio è solo un pensiero e non mi riferivo a nessuno. Quando si smette bisogna essere coscienti di cosa si fa”.

Le piacerebbe tornare in campo?
“Con i se e con i ma si fa tutto. A volte, quando sei in tribuna, vorresti scendere in campo, anche perchè la cosa è piuttosto fresca”.

Fonmte: Premium Sport

Francesco Totti sarà ospite ai World Sports Awards, insieme a tante altre glorie dello sport mondiale

Martedì 27 febbraio  alle ore 19.00. presso la Salle des Ėtoiles dello Sporting Club di Montecarlo andranno in scena i Laureus World Sports Awards, gli Oscar dello sport. Tra gli ospiti, anche l’ex capitano della Roma, Francesco Totti, insieme al tennista  Federer, amico dell’attuale dirigente giallorosso. Oltre ai due, sfileranno sul Red Carpet anche Alessandro Del Piero, Bebe Vio e i due ex romanisti Cafù e Hidetoshi Nakata insieme a tante altre figure importanti dello sport internazionale.

Fonte: Adnkronos

Standing Ovation per Francesco Totti a C’è Posta per te

Questa sera a C’è Posta per Te, trasmissione condotta da Maria di Filippi e che va in onda su Canale 5, c’era un ospite d’eccezione: Francesco Totti. L’ex capitano giallorosso è stato accolto con una vera e propria standing ovation durante la puntata e ha scambiato battute, abbracci e sorrisi con tre ragazzi (Christian, Matteo e Giordania) affetti dalla sindrome di down. Ha regalato loro la sua maglia e un borsone pieno di materiale targato AS Roma. Tanta gioia e commozione per tutti.

 

 

Fonte: Twitter C’è Posta per Te

Totti e Monchi: “Il freddo non ci ferma”. “Capitano sempre al tuo fianco”

Siamo ormai a poche ore dalla partita di Champions League tra Shakhtar e Roma. L’ambiente a Kharkiv è caratterizzato da un grande freddo e l’ha voluto sottolineare anche Francesco Totti con un post sul suo profilo Twitter. Queste le parole del Capitano:

Il freddo non ci ferma! Con Monchi alla rifinitura prima della partita di domani“.

Il Direttore Sportivo ha poi risposto all’ex Capitano giallorosso dicendo:

Sempre al tuo fianco Capitano… Per andare avanti, daje Roma! Ps. mi piace tanto il tuo cappello!”.

Fonte: Twitter Francesco Totti

Twitter, Totti: ‘Complimenti Federer nuovo n°1 e fuoriclasse eterno!’

L’ex capitano giallorosso Francesco Totti non si è dimenticato del fenomeno tennistico Roger Federer che alla bellezza di 37 anni è tornato numero 1 ATP dopo aver vinto già a gennaio il primo Slam (Australian Open) in palio nel 2018. Queste le parole del dirigente romanista affidate ai suoi account social:

Complimenti a Roger Federer, di nuovo numero 1 del tennis mondiale! Un fuoriclasse eterno! Spero di vederti giocare ancora per tanti anni“.

Fonte: Twitter

 

Udinese-Roma, Totti acclamato all’uscita degli spogliatoi della Dacia Arena

In ogni stadio d’Italia il più acclamato rimane sempre Francesco Totti. Anche oggi, all’uscita degli spogliatoi della Dacia Arena nel post partita di Udinese-Roma, l’ex capitano e attuale dirigente giallorosso è stato letteralmente preso d’assalto dai tifosi presenti nei pressi della mixed zone che gli hanno chiesto selfie e autografi.

Fonte: LaRoma24.it

Roma, squadra arrivata ad Udine

La Roma è partita alla volta di Udine. Dopo l’allenamento di questa mattina e la conferenza stampa di Eusebio Di Francesco, la squadra giallorossa ha lasciato nel primo pomeriggio il centro sportivo di Trigoria in vista della trasferta di domani pomeriggio con l’Udinese, che aprirà il venticinuqesimo turno di Serie A. I giocatori si sono imbarcati all’aeroporto di Fiumicino sul volo Alitalia AZ 8950, diretto a Trieste e partito alle 15.30. La squadra è arrivata allo scalo friulano intorno alle 16.40. Dopo lo sbarco il trasferimento in pullman verso Udine.

Fonte: LaRoma24.it

Buffon: “Il cucchiaio di Totti contro l’Olanda? Ci voleva un mix di classe e follia che lui ha”

Gianluigi Buffon, portiere della Juventus e della Nazionale Italiana, è stato intervistato da Maurizio Costanzo nella trasmissione L’Intervista in onda su canale 5. Tra i vari argomenti il numero uno ha ricordato il cucchiaio di Francesco Totti contro l’Olanda aEuro 2000. Queste le sue parole:

Io in quell’occasione non c’ero perché ero infortunato quindi glielo riporto, ormai è diventata leggenda. L’ha detto a Di Biagio se non sbaglio, gli disse “Mo’ je faccio er cucchiaio“. Era la semifinale dell’Europeo contro l’Olanda e giocavamo in Olanda quindi c’era uno stadio avverso. E ci voleva un mix di classe e follia come Francesco ha“.

Fonte: Pagine Romaniste

Tacopina: “Passo molto tempo in Italia, questa la differenza tra me e Pallotta. Totti un vincente”

Joe Tacopina, attuale numero uno del Venezia, con un passato da vice presidente della Roma e da presidente del Bologna, ha parlato delle sue esperienze nel calcio, in particolare nella Capitale, dei rapporti di amicizia che si sono creati e dell’attuale presidente giallorosso James Pallotta. L’avvocato yankee con l’Italia nel cuore parla già da presidente navigato: «Devi mettere la faccia nel tuo progetto affinché ti riconoscano come uno di loro», mantenendo però la passionalità che lo contraddistingue da altri: «L’Italia è il mio paese e le opportunità che io considero sono solamente qui». Tacopina si è raccontato ai microfoni di Pagine Romaniste. Ecco l’intervista completa:

Perché ha deciso di investire in Italia? 
Ho deciso di investire in Italia perché amo questo paese. Andai a vedere il derby tra Roma e Lazio ed era la prima volta che vedevo uno stadio così pieno. Cinquantamila persone cantare insieme per due ore, fu un momento eccitante ed era una cosa completamente nuova per chi viene dalle mie parti. Io stavo cercando un luogo dove investire e mi sono reso conto che il valore dei club, rispetto alle mie valutazioni, era basso. Per questo era una grande opportunità. E’ incredibile quanta gioia abbiamo provato quando abbiamo preso la Roma. Nella NBA per ottenere risultati bisogna spendere una cifra molto più alta. Per la gente del mio paese il calcio è un business, anche se comporta tante responsabilità. In Europa ci sono tante opportunità, per esempio in Francia o in Inghilterra, ma non sono adatte a me, io sono troppo passionale: il mio paese è l’Italia e le opportunità che io considero sono solamente qui. Ho aperto per primo le porte degli investimenti nel calcio italiano. Io ed il mio avvocato conoscemmo Thomas Di Benedetto ed abbiamo deciso di aggiungerci alla cordata per comprare la Roma.

Il presidente deve essere tifoso o basta che ci metta i soldi? 
Deve essere entrambi, un presidente sano ha entrambe le cose. Se investi solamente perché sei tifoso, quindi non hai veri propositi di business, ma lo fai solamente per essere importante nella città, il club avrà delle carenze a livello societario. Devi avere le abilità di trovare la giusta squadra e di saper rispettare tutti gli step finanziari. Devi fare entrambe le cose per fare il presidente. Serve la tua faccia nel tuo progetto, devi vivere la città e la squadra, questi devono sapere che sei uno di loro. Questa è la ragione per cui io passo tanto tempo a Venezia.

Questo è uno dei punti per cui Pallotta viene molto criticato dai tifosi. Che ne pensa?
Ho letto delle critiche su di lui, ma preferisco non commentarle, almeno finché non lo vedrò a cena e non sarà lui a rispondere alle mie domande.

In che cosa lei e Pallotta siete simili? In cosa siete diversi? 
L’unica grande differenza tra me e Pallotta è quella di essere spesso qui. Io passo molte giornate in Italia a lavorare sui miei progetti, perché è importante. Non sono a Roma e non conosco i suoi programmi, non voglio parlare di Jim o del suo lavoro, per favore.

Che cosa ha pensato al suo arrivo nella Capitale? Le scattarono subito una foto con la sciarpa della Roma…
Quando vedo quella foto penso subito che ero molto grasso nel 2008, guarda la grandezza della mia faccia (ride, ndr). Davvero, la vedo e penso al mio primo approccio all’AS Roma assieme a George Soros. Noi parlammo con la famiglia Sensi e firmammo un contratto preliminare. Fu l’inizio della mia avventura a Roma e nel calcio. Arrivai all’aeroporto di Fiumicino e alcuni tifosi mi misero la sciarpa della Roma al collo, fu l’inizio di tutto il progetto.

Perché il primo tentativo nel 2008 non è andato a buon fine?
Non voglio entrare nella negoziazione tra la Roma e Soros, è una questione passata, si parla di dieci anni fa. Preferisco parlare della seconda volta: ho ricevuto la chiamata, due anni dopo, di Unicredit, che mi chiese se volevamo fare un gruppo unico per comprare la società ed abbiamo avuto successo.

Rimpiange qualcosa della sua esperienza nella Roma?
No, non potrei farlo. Siamo stati vicino allo Scudetto e siamo stati stabilmente nelle grandi squadre d’Europa. Tutto però accade per una ragione, Tom Di Benedetto era il presidente ed io lo il suo vice. Con il tempo, dopo quattro anni, alcune dinamiche sono cambiate ed il mio percorso alla Roma era finito. Amavo la squadra, ma non ho rimpianti perché è stata una grande esperienza dove ho trovato tanti amici, come Tonino Tempestilli, che ancora lo è, ma anche altri come Daniele De Rossi, Francesco Totti e Vito Scala. E’ stata davvero una bella esperienza.

Le piace Totti nel suo nuovo ruolo?
Francesco Totti è una leggenda nella Roma ed il giocatore più importante della sua storia. Lui sarà un dirigente molto importante perché è Totti, perché la gente ascolta le sue parole, ha influenza su di loro. Imparerà il ruolo così come ha imparato a giocare a calcio, può essere un grande dirigente. Francesco non è altro che un vincente, sono molto felice nel vederlo ancora a Roma.

Ha mai pensato ad una sinergia tra la Roma ed il Venezia? 
Nei due anni passati non c’è mai stata una sinergia. Forse in futuro, quando saliremo in Serie A, sarà possibile lavorare insieme, ma vedremo. Ora abbiamo grandi rapporti con il Real Madrid. Io ed Emilio Butragueño siamo molto amici e lavoriamo spesso insieme. Possiamo imparare molto perché il Real è il club numero uno riguardo al business.

Fonte: Pagine Romaniste

Roma, ancora deturpato il murales di Totti

Nella notte il murales dedicato a Francesco Totti nel cuore di Roma, in vicolo del Pozzuolo nel rione Monti, ha subito l’ennesimo atto vandalico, nonostante la telecamera installata lo scorso maggio proprio con l’obiettivo di scongiurare altre azioni simili. Spesso bersagliata, l’immagine ritrae l’esultanza dello storico capitano dopo una rete al Napoli nell’anno dell’ultimo Scudetto. A contorno del graffito alcune scritte di supporters della Lazio.

Fonte: Insideroma

Totti: “Avevo voglia di continuare mentre la società tentennava e alla fine abbiamo preso questa decisione. Dal 2000 al 2010 ero tra i primi 5 del mondo”

Prima o poi quel giorno doveva arrivare. Ero consapevole che potesse diventare uno dei giorni più brutti della mia vita ma fa parte del calcio, della vita. C’è un inizio e c’è una fine. È stato abbastanza lungo perché è stato deciso quasi alla fine. Avevo voglia di continuare mentre la società tentennava e alla fine abbiamo preso questa decisione. Abbiamo capito che fosse il momento giusto per smettere”.

Sul primo giorno da ex calciatore…
Non ho dormito quella notte. Pensavo a quello che era successo, dalla mattina a Trigoria fino alla sera allo stadio. Poi la cena con gli amici. È stata una sera diversa dalle altre ma, fortunatamente, poi sono andato in vacanza con mia moglie e i miei figli”.

Le immagini dell’addio?
Mi capita di rivederle e mi commuovo. È un giorno che rimarrà dentro di me per sempre. La chiusura della mia carriera calcistica, tutta vissuta con la stessa maglia. Un traguardo davvero importante”.

Sul Totti giocatore…
Dal 2000 al 2010 mi sono sentito un giocatore abbastanza forte. Ero tra i primi 5 del mondo“.

Cristian?
Sta crescendo ma deve ancora crescere tanto. Ha ampi margini di miglioramento. SI sta divertendo e voglio che ora si diverta. Se poi tra 5-6 anni vedrò che avrà le prospettive per diventare un giocatore lo lascerò continuare, altrimenti cambierà sport. Gli insegno i valori, il rispetto, come un papà normale. In casa sono solo Francesco, non sono Totti. Gli dico di divertirsi e di non pensare ad altro. Un bambino deve solo crescere e divertirsi. Devono essere bravi i genitori a far loro capire che il calcio è divertimento, senza pensare alla serie A, ai soldi, al fatto che possa cambiare la vita di tutti. Un bambino deve essere sicuro di quel che fa, con la testa giusta e allora diventa tutto più semplice. Lo dico a mio figlio ma vale per tutti i bambini, sono le cose basilari“.

Sulla possibilità di lasciare la Roma…
L’offerta più concreta per lasciare la Roma è stata quella del Real Madrid, nel 2003/04, e sono stato in dubbio fino alla fine, a un passo dal lasciare la Roma.  Ho fatto una scelta ben precisa: precludermi la possibilità di vincere tanto per rimanere con un’unica maglia, che per me è stata la cosa più importante. Era più il Real Madrid a spingere, io cercavo di frenare con la punta dei piedi e ci sono riuscito. E alla fine ho avuto tutto: amore e passione per me sono stati più importanti che vincere trofei altrove. Per la Roma ho dato il 101%, perché ho messo la Roma davanti a tutto, davanti a me, alle cose personali, alla vita privata. La Roma è stata tutto“.

Il Pallone d’Oro?
È una delle cose che mi è mancata personalmente. Giocando con la Roma sapevo di avere meno possibilità rispetto ad altri giocatori che giocavano con Real Madrid, Juventus, Milan… loro avevano più visibilità in campo internazionale, anche perché il Pallone d’Oro si vince conquistando la Champions o il Mondiale, oppure qualche altro trofeo importante. Io con la Roma ho vinto Scudetto, Supercoppa Italiana e Coppa Italia, perciò non ero in grado di poter combattere con altri giocatori”. 

Su Spalletti…
Con Spalletti non c’è mai stato un confronto e mai ci sarà. Avrei preferito chiudere in altro modo. Fossi stato in lui avrei gestito il calciatore, e soprattutto la persona, in maniera diversa: mi sarei confrontato con lui, gli avrei parlato. Avendo la fortuna di conoscerlo bene speravo che la cosa fosse diversa. Comunque sono riuscito a fare questo passaggio da calciatore a dirigente della Roma, e l’ho fatto con lo spirito giusto: con l’armonia, con l’intelligenza di una persona grande. Dopo 25 anni di calcio non voglio cambiare lavoro. Sono cresciuto nel campo e nel campo morirò. La mia vita è stata bellissima e spero continuerà a essere ancora più bella. Lascio il campo verde e sarà bello da scoprire il nuovo campo e sarà ancora più impegnativo“.

Sul calcio di oggi e le scelte societarie…
Bandiera è amore, passione, amare la maglia ed essere fedeli a una sola maglia. De Rossi credo che concluda con un’unica maglia ma non sono nella sua testa. Non ci sono più bandiere. Non penso che esista un altro Totti e che nel caso possa rimanere a lungo nella Roma. Oggi conta il business. È difficile che un giovane della Roma crescendo rimanga e possa fare le stesse cose che abbiamo fatto io o Daniele De Rossi. Perciò la situazione è diversa ed è impossibile che quello che è successo con noi si ripeta. C’è troppo business rispetto a 20 anni fa. Prima si pensava ai giovani promettenti del nostro Paese più che a scoprire un giovane brasiliano, argentino, sudamericano, o di qualsiasi altro Paese nel mondo. Si viveva tutto diversamente, c’erano meno stranieri, era tutto più raccolto, più bello. Più andremo avanti e più il peso del business aumenterà“.

Sui top player.
Se dipendesse da me spenderei qualsiasi cifra al mondo per comprare i giocatori più forti, anche perché per vincere servono giocatori forti. Questo l’ho sempre detto e lo dirò sempre. Però poi non sono io a gestire i soldi, è il presidente che decide. Il presidente metterà un budget e in base a quel budget dovrà essere bravo a costruire una squadra. Prima 100 milioni li spendevi per un attaccante, ma si poteva pensare potesse costare così tanto un difensore. In questo mercato pazzo? Io costerei 200 milioni“.

La Nazionale?
Cambierei tutte le persone che non hanno fatto quello che i tifosi italiani si aspettavano. Inizierei una nuova avventura con gente giovane, di calcio, che vuole fare il bene del calcio italiano. Quando si sbaglia, si sbaglia tutti insieme. Non c’è n attore principale. L’eliminazione dal mondiale peserà tantissimo. Forse è stata presa sotto gamba la situazione, eravamo sicuri di passare e di essere più forti ma le gare vanno vinte sul campo. L’eliminazione brucerà  per tanti anni“.

Fonte: Sky Sport

Ilary Blasi: “Totti prima del 28 maggio disse a me e ai figli: senza di voi non vado”

Ilary Blasi torna a parlare del marito. La moglie di Francesco Totti ha rilasciato un’intervista al quotidiano La Stampa  raccontando un aneddoto sull’addio al calcio dell’ex capitano della Roma. Queste le sue parole:

Si dice che, anche se sposata con Francesco Totti praticamente l’ottavo Re di Roma, a casa la corona la porti lei.
Do questa impressione? In realtà io e Francesco siamo due persone diverse che insieme si danno forza. Le racconto un aneddoto: quando Francesco diede l’addio al calcio gli dissi: stasera tutti aspettano te, vai da solo. Mi ha risposto che in uno dei momenti più delicati della sua vita voleva accanto la famiglia. “Senza di voi non vado”. Questo è Totti: mi creda, i pesi a casa sono distribuiti benissimo.

Fonte: La Stampa

Premio Prisco 2018: Totti nella lista dei possibili dirigenti premiati

Una giuria, presieduta da Sergio Zavoli, e composta dai più importanti giornalisti italiani, come Italo CucciGianni MuraGian Paolo Ormezzano, Marco Civoli, Franco Zappacosta, Ilaria D’Amico e dall’imprenditore Marcello Zaccagnini, presidente del Comitato organizzatore “Giuseppe Prisco“, si è riunita per decidere la rosa dei finalisti per il Premio Prisco 2018. L’iniziativa è quella di attribuire il premio al dirigente, allenatore e calciatore che maggiormente ha rispettato un comportamento responsabile ed equilibrato. In lizza, tra i dirigenti, anche Francesco Totti, insieme a Stirpe (Frosinone) e a Vigorito (Benevento).

Fonte: Ansa

 

Totti: “Con Spalletti non ci sarà mai un confronto. Ecco quanto costerei oggi”

Ospite della trasmissione ‘I Signori del Calcio’ che andrà in onda su Sky Sport sabato alle 19.15, Francesco Totti ha parlato molto della sua Roma, tra passato, presente e futuro. Ecco un’anticipazione della sua intervista.

IL REAL MADRID E IL PALLONE D’ORO

“L’offerta più concreta per lasciare la Roma è stata quella del Real Madrid, nel 2003/04. Ho fatto una scelta precisa: precludermi la possibilità di vincere tanto per rimanere con un’unica maglia, che per me è stata la cosa più importante. Alla fine ho avuto tutto: amore e passione per me sono stati più importanti che vincere trofei altrove. Per la Roma ho dato il 101%, perché ho messo la Roma davanti a tutto, davanti a me, alle cose personali, alla vita privata. La Roma è stata tutto. Il Pallone d’oro è stata una delle cose che mi è mancata personalmente. Con la Roma sapevo di avere meno possibilità rispetto ad altri giocatori che giocavano con Real Madrid, Juventus, Milan… anche perché il Pallone d’Oro si vince conquistando la Champions o il Mondiale, oppure qualche altro trofeo importante. Io con la Roma ho vinto Scudetto, Supercoppa Italiana e Coppa Italia, perciò non ero in grado di poter combattere con altri giocatori.

IL RAPPORTO CON SPALLETTI

Con Spalletti non c’è mai stato un confronto e mai ci sarà. Avrei preferito chiudere in modo diverso. Fossi stato in lui avrei gestito il calciatore, e soprattutto la persona, in maniera diversa: mi sarei confrontato con lui, gli avrei parlato. Comunque sono riuscito a fare questo passaggio da calciatore a dirigente della Roma con lo spirito giusto: con l’armonia, con l’intelligenza di una persona grande. Sono cresciuto nel campo e nel campo morirò”.

UN ALTRO TOTTI NON ESISTE

“Non penso che esista un altro Totti e che nel caso possa rimanere a lungo nella Roma. Oggi conta il business. È difficile che un giovane della Roma crescendo rimanga e possa fare le stesse cose che abbiamo fatto io o Daniele De Rossi. La situazione è diversa ed è impossibile che quello che è successo con noi si ripeta. Prima si pensava ai giovani promettenti del nostro Paese più che a scoprire un giovane brasiliano, argentino, sudamericano, o di qualsiasi altro Paese nel mondo.

TOP PLAYER E SUO PREZZO

“Se dipendesse da me spenderei qualsiasi cifra al mondo per comprare i giocatori più forti, anche perché per vincere servono giocatori forti. Questo l’ho sempre detto e lo dirò sempre. Però poi non sono io a gestire i soldi, è il presidente che decide. Il presidente metterà un budget e in base a quel budget dovrà essere bravo a costruire una squadra. E’ un mercato pazzo? Io costerei 200 milioni“.

Fonte: Sky Sport