CIES, due giallorossi nella Top 100 dei più dribblatori D’Europa

Radja Nainggolan e Diego Perotti sono stati inseriti nella top 100 dei più dribblatori in Europa. Il CIES Football Observatory, gruppo di ricerca svizzero specializzato nell’analisi statistica dei dati applicata al mondo del calcio, ha analizzato i dati riguardanti i cento migliori ‘dribblomani’ dei maggiori cinque campionati europei. Gli indici analizzati sono quelli della percentuale di dribbling nei 90′ e la percentuale di successo dei dribbling. In testa ci sono tre specialisti come Hazard, Neymar e Messi, ma più in basso ci sono anche i due giallorossi: l’argentino è al 33° (38 dribbling riusciti) e il Ninja al 57° posto (31 dribbling riusciti).

Fonte: CIES Football Observatory

Hidetoshi Nakata: “Per una squadra come la Roma vincere sempre non è facile. Spero la Roma torni presto”

Hidetoshi Nakata, ex trequartista giapponese molto conosciuto in Italia per aver vestito le maglie di Perugia, Roma, Bologna, Fiorentina e Parma, è intervenuto a margine del Laureus Sport Awards di Montecarlo. Queste le sue parole:

La Roma sta avendo varie difficoltà? 
“Per una squadra come la Roma vincere sempre non è facile. Spero in futuro possa fare meglio”.

Di Francesco è un po’ preoccupato in questo periodo?
“Lo conosco, è una persona che forse pensa un po’ troppo. Deve fare le cose badando solo al suo cuore”.

Quando i giallorossi potranno tornare a pensare allo Scudetto?
“La Roma è una grande squadra, non è facile la gestione, ma oggi Juventus e Napoli sono due squadre molto forti. Lottare con loro non è semplice, ma spero la Roma torni presto”.

E’ dura anche avere la Lazio davanti?
“Ma l’obiettivo della Roma non è solo arrivare davanti alla Lazio, l’obiettivo è diverso”.

Totti dirigente come lo vedi?
“Non so – dice sorridendo – cosa sappia fare come dirigente”.

Cosa pensi di Buffon che pensa di andare avanti?
“Io come giocatore ho smesso quando avevo 29 anni, non posso certo consigliargli di proseguire. Può decidere solo lui”.

Per certi giocatori è sempre più difficile smettere?
“E’ una decisione molto difficile. Nessuno vuole lasciare il calcio, ma prima o poi quella decisione deve arrivare”.

Ti aspettavi un’Italia fuori dal Mondiale?
“No, proprio non me l’aspettavo. Non so se hanno lavorato bene o male, ma bisogna cambiare. Io ho vissuto uno dei periodi migliori”

Fonte: RMC Sport

Francesco Totti: “Nevicata romana”!!!

La neve a Roma è un qualcosa di meraviglioso, tutti i romani e non, si sono svegliati con una bella sorpresa. Anche l’ex numero dieci della Roma Francesco Totti svegliandosi questa mattina, si è trovato davanti ad uno scenario eccezionale per un romano. Il giardino della sua villa infatti, come del resto tutta la Capitale, si è completamente innevato, innescando la voglia del dirigente giallorosso di condividere lo stupore sul proprio profilo Instagram. Ecco la foto che lo ritrae sorridente assieme alla sua famiglia sulla neve.

“Nevicata romana!”.

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Nevicata romana!

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Fonte: Instagram

PALLOTTA IMBUFALITO

Una furia. James Pallotta è letteralmente fuori di sé. Ha visto la partita in televisione nella sua villa alle porte di Boston, non si aspettava una nuova figuraccia all’Olimpico, non capisce proprio l’atteggiamento dimostrato dalla squadra contro il Milan. Chi lo ha sentito a caldo riferisce di frasi irripetibili pronunciate all’indirizzo della Roma. Tutta la Roma.

ERA IL 10 GENNAIO 2016…. ANCORA ATTUALE…NEL MEZZO DEL CAMMIN MI RITROVAI IN UNA SELVA “OSCURA”…..LA ROMA

Metà campionato e ci ritroviamo nell’oscurità, nell’oscurità di un campionato anonimo, nell’oscurità della mediocrità, nell’oscurità di una classifica che  si fa sempre più deficitaria, nell’oscurità di una panchina e del suo condottiero che non sa accendere una luce, che non sa dare un gioco, che non da spiegazioni ma solo nascondersi dietro la sfortuna e che bisogna lavorare.

Lavorare si , ma lo dovete fare, non fare finta di farlo, non dare calendari di allenamenti doppi per poi dire…..tutti a casa oggi pomeriggio si riposa .

Certo vi dovete riposare perchè siete stanchi, siete stanchi di non fare un’emerita mazza, siete stanchi di controllare il conto in banca perchè la cosa vi stressa. Siete stanchi nel tornare a casa, mettervi in pantofole e pensare…” anche oggi abbiamo fatto una figura di merda e ci pagano pure “ .

Il “condottiero” che è diventato meno di un caporale di giornata, che non ci sta capendo più nulla, non sa se deve dare l’ordine di attacco oppure ordinare…” regà damose altrimenti ci fanno prigionieri “. Ma quali prigionieri ? Che ci facciamo di questi “ ostaggi” ? Non sono buoni neanche per un campionato di scapoli ammogliati e allora facciamo una cosa…. che il Generale si svegli, faccia sentire la voce del padrone e mandi tutti a casa, da chi fa il dirigente nel fortino di Trigoria a chi dovrebbe portare i “soldati” in battaglia. Ci vuole il manico per comandare una truppa scelta e questa purtroppo è soltanto una zuppa scotta.

Dia caro Generale un segnale, faccia capire chi comanda e chi paga, dia quell’ordine già scritto, dia quell’ordine di cambiare l’andazzo e faccia piazza pulita. Metta nel fortino di Trigoria ufficiali, marescialli e soldati che capiscano di strategia calcistica, che capiscano che il pallone è rotondo e non quadrato, che capiscano che il calcio è una scienza semplice e cioè uomini al posto giusto e con “incarichi” per il loro sapere e non per meriti sconosciuti al dio del pallone.

Porti quel condottiero che fa le cose semplici, che faccia lavorare sti ricconi pallonari, che faccia e che dia indicazioni precise, che possa dire “ sono io che faccio il plotone e sono io che ti dico chi devi acquistare per addrizzare la baracca “ . Usciamo da questa “selva oscura” con un condottiero vero, facciamola finita perchè ne abbiamo piene le palle, e non mi riferisco all’attrezzo con cui si gioca al calcio.

Dia quell’ordine, e se quell’ordine comporti un terremoto, chi se ne frega, si ricostruisce, ne abbiamo ancora il tempo e le facoltà.

Noi siamo con Lei ma si sbrighi perchè il tempo degli “eroi pallonari “ sta per finire , di “eroi” sono rimasti soltanto quei pochi tifosi che ancora si recano nell’arena con la speranza di veder “ucciso” il nemico e poi si rendono conto di aver fatto pari e patta, ma quando vinci le battaglie così ?

Allora daje Generà, dai quell’ordine e noi saremo con Te.

Edoardo (alias fedegiallorossa)

Roma-Milan, Di Francesco: “Dobbiamo credere in noi stessi, in questo momento, non siamo una grande squadra. Tutto colpa mia”

Dopo la sconfitta di questa sera in casa contro il Milan, ecco le parole di Eusebio Di Francesco in zona mista:

Di Francesco a Mediaset

La Roma è rimasta al secondo tempo in Ucraina. Cosa non ha funzionato?
“La squadra nel primo tempo ha fatto una buona gara, ma nella qualità delle giocate finali non siamo stati efficaci. Nel secondo tempo siamo svaniti e ci siamo allungati, senza riuscire a fare le cose che sappiamo fare”.

Sembravate risorti e tornati competitivi. E’ la quinta sconfitta in casa?
“E’ un campanello di allarme, è ovvio, ci aspettavamo un’altra partita. Nel secondo tempo ci siamo disuniti e questa cosa non me l’aspettavo. Al primo gol su una situazione che abbiamo preparato spesso, siamo scappati in ritardo causando l’errore e il gol”.

Questa squadra difetta di personalità nel momento del bisogno?
“Ci siamo fatti sorprendere con troppa facilità, il calcio è fatto di episodi, ma non siamo stati uniti e alla fine abbiamo perso”.

Schick come ha giocato?
“Si è allargato troppo, ha fatto buone giocate ma non ha determinato come volevamo. Ricordiamoci per che è un ragazzo che ha giocato poco e serviva dare riposo a Dzeko. Mi aspettavo più inventiva e profondità, ma la mia non è una bocciatura”.

Avete pagato con la stanchezza la prestazione di Champions?
“Fisicamente ho avuto la sensazione che nel secondo tempo fossimo stanchi, anche se ho provato a limitare questa situazione con alcuni cambi. Nel primo tempo ci è mancata cattiveria, ma ormai è un alibi, dobbiamo solo lavorare”.

Si sente in discussione, crede di avere la fiducia di società e squadra?
“Siamo sempre in discussione noi allenatori, lo sappiamo quando firmiamo, io mi assumo tutte le responsabilità”.

Nainggolan non ha giocato bene?
“Non sta attraversando un bel momento, ma abbiamo bisogno di lui, oggi è uscito senza un dente. Oggi si evince che le sue prestazioni purtroppo non dipendono dal sistema di gioco, ma da altri fattori”.

Di Francesco a Sky Sport

Vedendo questa partita possiamo arrivare a dire che questo gruppo è limitato fisicamente e caratterialmente? Forse sarebbe ingiusto chiedere di più?
“Dobbiamo chiedere di più. Nel primo tempo abbiamo fatto bene non concedendo nulla al Milan, dopo il gol ci siamo disuniti. A Kharkiv siamo stati per 50′ un’ottima squadra, anche lì dopo il gol ci siamo disuniti. Dobbiamo migliorare dal punto di vista mentale, dobbiamo credere di poter raggiungere la Champions e passare anche il turno”.

Secondo lei è il collettivo che mortifica il singolo o il contrario?
“Si gioca sempre con il collettivo, questo è quello che penso. Siamo al di sotto delle nostre possibilità. Abbiamo subito le iniziative di Cutrone e Suso, a noi sono mancate giocate simili”.

Sull’azione del primo gol, cosa è successo a Manolas?
“La palla andava intercettata prima, Manolas non è stato abile nel portarlo dentro”.

Anomalo che l’allenatore di una grande squadra dica di essere contento di non aver fatto tirare il Milan?
“Abbiamo fatto diversi tiri in porta senza decisione, però se dite che la Roma ha fatto lo stesso primo tempo e secondo parliamo di cose diverse, non parliamo di calcio io e te. Sicuramente dimostriamo di non essere una grande squadra, se dici che siamo una grande squadra significa che la colpa è dell’allenatore”.

Devi pretendere che una squadra come la Roma giochi con un altro piglio. Non credo sia problema dell’allenatore ma della squadra?
“Pretendo questo, non posso essere contento di quello che stiamo facendo in questo momento, ma non posso non sentirmi responsabile, ma non mi sembra giusto neanche venire in tv a puntare il dito contro i miei, sono discorsi che si fanno altrove. L’altro giorno ho letto che ho attaccato i miei giocatori, ma io non ho detto niente per attaccarli”.

Di Francesco a Roma TV

Cosa non è andato?
“Quando incontri una squadra che sta in salute, non è mai facile ma noi non abbiamo sfruttato il buon primo tempo”.

Nel momento difficile la squadra fatica a reagire?
“Il problema è mentale e non fisico, va cambiato qualcosa perchè non posso pensare che la squadra non riesca reagire, aldilà dei sistemi di gioco”.

Hai una visione corretta del momento, perchè se continuiamo a dire che abbiamo fatto cose buone, ma Fazio dice che al primo gol che prendiamo usciamo dalla partita?
“Questo è un dato di fatto, io devo rivedere a livello tattico, io devo occuparmi anche del livello di testa. tra l’altro prendiamo gol su una situazione provata in allenamento, ma siamo stati distratti e disattenti, nonostante i giocatori importanti che abbiamo. non parlo solo di cambiamenti tattici, ma anche mentali. se no stai bene non puoi andare a prendere palla alto, forse devo lavorare su queste cose”.

Cosa dirai ai giocatori?
“Adesso si rischia di buttare tutto all’aria, anche le cose buone che abbiano fatte. Non riusciamo ad avere continuità, dobbiamo lavorare bene dal punto di vista mentale e fisico, dovrò parlare bene con questi ragazzi. In alcuni momenti non hanno fatto ciò che dico di fare, nonostante avessimo preparato le situazioni”.

Sta pensando ad un compromesso per salvare la causa?
“L’ho sempre fatto e lo farò ancora. Possiamo arrivare terzi e passare in Champions senza buttare tutto all’aria”.

Nel primo tempo Pellegrini ha tirato invece di passare in una situazione di superiorità numerica in attacco?
“La capacità di fare una scelta giusta è fondamentale. Lì il Milan scappava, Lorenzo doveva imbucare la palla, non si può andare al tiro. Lui non aveva giocato in Champions, questo ci fa capire che è una questione di lucidità non fisica, non mentale. Non siamo questi, questa squadra è capace di altro”.

Fonte: Mediaset, Sky Sport, Roma TV

Roma-Milan, niente di grave per Pellegrini. Andrà in Nazionale

Lorenzo Pellegrini, calciatore della Roma, ha accusato un problema al flessore durante il match contro il Milan. Secondo quanto riportato da Sky, il centrocampista avrebbe chiesto il cambio a mister Di Francesco. Nulla di grave comunque per il classe ’96 che riuscirà a partecipare allo stage della Nazionale.

Fonte: Sky Sport

Roma-Milan, Fazio:”Siamo in lotta per il terzo posto, sono convinto che daremo tutto”

Queste le dichiarazioni di Federico Fazio a fine partita in zona mista, dopo la sconfitta con il Milan.

Fazio a Roma TV

Cosa succede alla Roma?
“Abbiamo fatto un gran primo tempo, con poca cattiveria negli ultimi metri. Alla prima occasione hanno segnato e questo la squadra l’ha sentito. Dopo il primo gol è stata una partita dura, ora dobbiamo lottare fino alla fine. Prossima settimana abbiamo una partita importante, dobbiamo vincere”.

L’Olimpico non è più un fortino.
“Non è una cosa dell’Olimpico, penso che sta succedendo anche quando giochiamo fuori casa. È una cosa della squadra, con i nostri tifosi è sempre una cosa buona quando sono con noi”.

Percepisci difficoltà atletiche?
“Il loro primo tiro in porta è stato il gol, non ne ricordo altri. Pure il secondo, non ricordo se la loro chiara occasione era sull’1-0 o sul 2-0. Stavamo giocando meglio di loro, non avevano fatto niente fino al primo gol. Vediamo cose differenti forse, noi da dentro e voi da fuori. Forse sbaglio, forse voi potete aiutarmi”.

I tifosi sono la parte che subisce di più.
“Forse più noi che ci siamo dentro”.

Non è la prima volta che la Roma subisce gol e ne risente. È una debolezza mentale? Cosa succede?
“Che domanda ha fatto? Non ho capito. (Gliela ripetono). A volte abbiamo risposto, non è stato sempre così. Forse sto sbagliando, ora vado a casa e rivedo la partita, magari mando un messaggio”.

Reagite subito che c’è una partita importante col Napoli. Sarà una lotta fino all’ultima giornata?
“Io sono convinto che daremo tutto”.

Fazio a Premium Sport

Dove sta la personalità della Roma? Perché crollate così?
“Loro hanno segnato alla prima occasione. Stavamo controllando la partita. La rivedrò a casa e poi con la squadra e lavoreremo ai nostri errori”.

E’ il momento peggiore per voi?
“Se pensiamo alle cose negative sicuramente non andrà meglio. Stiamo lottando per il terzo posto e dobbiamo continuare”.

Fisicamente come state?
“Non penso sia un problema fisico, hanno segnato al quinto minuto del secondo tempo e poi abbiamo giocato sempre nella loro metà campo. Conosco la squadra, sono convinto che ribalteremo la situazione e lotteremo per il terzo posto”.

Fazio a Sky Sport

Vi viene un po’ di paura?
“Lavoriamo per fare le cose in base alla squadra che abbiamo davanti. Loro alla prima occasione hanno segnato e poi la stessa cosa sul secondo gol. E’ un blocco mentale. Ora andrò a casa a rivedere la partita e poi lo faremo anche con il mister”.

Sul primo gol del Milan.
“Non c’è errore. Se non ci sono errori in una partita dei 22 giocatori ci sarebbe uno 0-0 senza occasioni. Questo è il calcio. Ci sono episodi che possono cambiare la partita. Fino al primo gol loro abbiamo controllato la partita, partivamo bene da dietro ma mancava il colpo vincente. Poi loro sono stati bravi a chiudere la partita”.

Fazio in Zona Mista

Come ti spieghi il fatto che non riuscite a segnare?
“Noi siamo una squadra che gioca insieme e dobbiamo lavorare insieme. Adesso siamo in lotta per il terzo posto e dobbiamo lottare fino alla fine”.

Perché la Roma ha difficoltà a reagire dopo la svantaggio?
“Hanno segnato nella prima azione, non hanno mai tirato nel primo tempo. Hanno segnato e poi hanno chiuso bene gli spazi e le nostre vie di gioco, facendo un grande lavoro in difesa”.

C’è un ‘problema Olimpico’?
“Noi non guardiamo dove giochiamo, ovunque andiamo cerchiamo di vincere tutte le partite, sia in casa che in trasferta. Adesso arriva una partita importante e vogliamo provare a vincere e a credere in noi”.

Dopo la sconfitta in Champions pensavate di potervi rifare oggi?
“Noi giochiamo partita dopo partita, ogni match è diverso e non cambia niente. Abbiamo una partita importante la prossima settimana, dobbiamo lavorare, credere in noi e riprendere fiducia”.

La Roma l’anno scorso vinceva 3-1 a San Siro e aveva 9 punti in più. Che cosa è cambiato?
“Non penso allo scorso anno e in quell’altra squadra. Penso a noi e a quello che stiamo facendo quest’anno. Stiamo lottando per il terzo posto e dovremo lottare fino all’ultima giornata”.

Come si affronta il Napoli ora?
“Dobbiamo credere in noi, io conosco questa squadra e dobbiamo ribaltare questa situazione, soprattutto in classifica”.

Che ne pensi del secondo tempo? Dopo lo Shakhtar ci aspettava una reazione…
“Abbiamo fatto un gran primo tempo, loro non hanno avuto nemmeno un’occasione. Abbiamo giocato nella loro metà campo ma siamo mancati negli ultimi metri. Fino al gol non hanno avuto nessuna occasione, poi hanno chiuso gli spazi e hanno fatto un ottimo lavoro in difesa”.

Com’è affrontare una big come il Napoli dopo questo ko?
“Non ci interessa, mancano adesso 12 partite. Dobbiamo lavorare partita dopo partita. Abbiamo 6 giorni per allenarci, vincere la partita e riprenderci il terzo posto”.

Fonte: RomaTv, Premium, Sky Sport

 

La Roma esce tra i fischi. La Curva Sud canta “Tifiamo solo la maglia”

La Roma esce tra i fischi dell’Olimpico al termine del match contro il Milan perso per 0-2 con i gol diCutrone e Calabria. A pochi minuti dal termine della partita, la Curva Sud ha intonato “Tifiamo solo la maglia” e ha chiamato a gran voce i giocatori per un confronto, che però per il divieto della Prefettura non possono andare in curva al momento della contrstazione: De Rossi e Florenzi hanno applaudito verso la curva.

 

Roma-Milan, Niente di grave per Under, i primi controlli tranquillizzano Di Francesco

Cengiz Under, calciatore della Roma, durante la partita contro il Milan è uscito anzitempo dal campo per un problema alla caviglia. Come riferisce Sky, l’attaccante turco ha chiesto il cambio ad Eusebio Di Francesco a causa del forte dolore. Dai controlli post partita però sembra che il fastidio accusato durante il match sia di natura molto lieve, nulla di rilevante quindi per il fantasista classe ’97.

Fonte: Sky Sport

Roma-Milan, Totti: “A Kharkiv volevamo fare risultato, ma restiamo comunque in corsa”

Queste le dichiarazioni di Francesco Totti, dirigente della Roma, rilasciate alla stampa a pochi minuti dal fischio d’inizio della sfida con il Milan:

Prima volta ai nostri microfoni nel prepartita da dirigente, ti piace essere chiamato così?
“Un nome pesante, ma mi diverto. Mi sto calando nella parte, ma ci sono già entrato”.

Che Roma ritroveremo stasera?
“Sicuramente la Roma di mercoledì è stata inaspettata, il primo tempo straordinario e il secondo non da Roma. Non è successo quello che volevamo, cioè fare una bella partita e fare risultato, ma restiamo comunque in corsa. Da stasera cercheremo di tornare la Roma del primo tempo di Kharkiv, è la Roma che tutti vogliono”.

Schick, per la sua esperienza pensa che sia il suo momento?
“E’ un giocatore straordinario, spero lo faccia vedere da stasera. Sfrutterà questa chance nel migliore dei modi. Lo abbiamo cercato e strappato alla Juve, puntiamo fortemente su di lui. Cercherà di essere un giocatore di Roma”.

(domanda di Ciro Ferrara). Agli inizi in Nazionale mi portavi le borse?
“Si, ma giocavi in ciabatte” (ride, ndr)

Le caratteristiche di Schick?
“E’ una decisione del mister e va rispettata. Dzeko ha sempre giocato e gli serve riposo, deve ritrovare freschezza. Schick può fare benissimo quel ruolo, cercheremo in tutti i modi di sfruttarlo”.

Cosa succede a Nainggolan, che appare un po’ appannato?
“E’ un giocatore di alto livello e ci si aspetta sempre prestazioni top da lui. Non sta segnando come l’anno scorso ma è sempre formidabile e attivo. Il mister punta su di lui e siamo felici di averlo nella nostra rosa”.

Ferrara prima ha detto che qualcuno l’ha fatta smettere… E il suo suggerimento a Buffon di smettere solo quando si sarebbe sentito sicuro di farlo?
“Ho detto quello che ho pensato. Ognuno può pensare quello che vuole, ma il mio è solo un pensiero e non mi riferivo a nessuno. Quando si smette bisogna essere coscienti di cosa si fa”.

Le piacerebbe tornare in campo?
“Con i se e con i ma si fa tutto. A volte, quando sei in tribuna, vorresti scendere in campo, anche perchè la cosa è piuttosto fresca”.

Fonmte: Premium Sport

Francesco Totti sarà ospite ai World Sports Awards, insieme a tante altre glorie dello sport mondiale

Martedì 27 febbraio  alle ore 19.00. presso la Salle des Ėtoiles dello Sporting Club di Montecarlo andranno in scena i Laureus World Sports Awards, gli Oscar dello sport. Tra gli ospiti, anche l’ex capitano della Roma, Francesco Totti, insieme al tennista  Federer, amico dell’attuale dirigente giallorosso. Oltre ai due, sfileranno sul Red Carpet anche Alessandro Del Piero, Bebe Vio e i due ex romanisti Cafù e Hidetoshi Nakata insieme a tante altre figure importanti dello sport internazionale.

Fonte: Adnkronos

Boniek: “La Roma contro lo Shakhtar dopo 60 minuti era stanca”

L’ex calciatore della Roma e presidente della federcalcio polacca, Zibì Boniek, ha parlato ai microfoni de La Signora in Giallorosso, in onda su Tele Radio Stereo. Queste le sue dichiarazioni:

Il problema relativo al Var è che la Fifa vorrebbe introdurlo ai mondiali, ci sono solo 5 Paesi che usano il Var. Il problema è come fare a introdurlo con arbitri che non sono abituati a questo sistema. E’ come guidare una macchina ai videogiochi e poi farlo nella realtà, sono altre dinamiche“.

Se il Var venisse approvato ai mondiali, il regolamento varrebbe poi per tutte le nazioni?
“Deve essere codificato e moderato, siamo in fase di sperimentazione. Oggi il Var può intervenire in sole quattro occasioni, ma se c’è un corner sbagliato l’arbitro non può intervenire a causa del protocollo. Il dubbio resta sempre tale”.

Ieri c’era un rigore per il Benevento contro l’Inter ma l’arbitro non l’ha rivisto…
“Non è andato a vedere perché gli addetti Var hanno segnalato all’arbitro che le immagini dicevano che non c’era rigore. Non si può andare sempre a controllare su ogni episodio dubbio. Il calcio non può essere mai arbitrato in maniera perfetta, è uno sport che non lo prevede a differenza di altri. E’ difficile pensare di trovare un sistema tecnologico che sostituisca l’arbitraggio, non sarebbe più calcio”.

Quante possibilità dai alla Roma per il passaggio del turno?
“Se la Roma avrà la forza di giocare solamente 50 minuti diventa difficile, contro lo Shakhtar ha perso non perché è scarsa ma perché intorno all’ora di gioco non corrono più, sono stanchi. Finché la Roma ha avuto la forza fisica e mentale, che si abbinano, ha giocato benissimo contro un avversario forte. Dopo il pareggio Nainggolan non ce la faceva più, nel calcio moderno devi avere la forza di correre per 90 minuti. Non so le motivazioni, ma per un calciatore forte 90 minuti devono essere giocati per intero e con piacere, non esiste giocare soltanto per 60, magari sarebbero meglio un paio di sigarette in meno. A questi livelli non puoi permetterti un calo fisico, lo abbiamo visto anche in Juventus-Tottenham, con gli inglesi padroni del campo nel secondo tempo. Questo comincia a diventare un problema, dipende dal modo di vivere. Non si può dare un vantaggio di preparazione atletico agli avversari in Europa”.

Cosa ti aspetti da Roma-Milan? Ballottaggio Schick-Dzeko…
“Il ballottaggio non mi interessa, l’allenatore vede chi sta meglio”.

Come reputi da allenatore e da giocatore le parole di Di Francesco nel post partita?
“In maniera indiretta è quello che ho detto prima. La Roma del primo e del secondo tempo ha giocato due partite diverse. Smettiamola con la storia che i giocatori restano male e si offendono per le parole dell’allenatore, se si offendono andassero a giocare da un’altra parte. E’ una critica giusta, bisogna essere più concentrati e preparati. Ha fatto bene Di Francesco a dire così”.

Far riposare Dzeko può essere una soluzione o è meglio che giochi?
“Dzeko non ha bisogno di essere risparmiato, lo fa in gara. Gioca nel suo spazio tra i due difensori ma non ha un ruolo dispendioso. Magari riposo serve a Nainggolan, quando è al 100% cambia le partite. Non può pensare solo a se stesso, è un faro e deve fare la differenza per 90 minuti. Dal punto di vista mentale Dzeko può essere stanco, c’è Schick che è costato tanto e che ha dei numeri. L’avversario di oggi corre molto, Gattuso l’ha trasformata, ma se la Roma vince fa un passo importante verso la prossima Champions League”.

Fonte: Tele Radio Stereo

Pierino Prati a Tele Radio Stereo

Tanti sono i doppi ex di Roma e Milan. Tra questi c’è Pierino Prati, che è intervenuto ai microfoni di Tele Radio Stero in vista della partita che si disputerà all’Olimpico alle 20.45. Ecco le sue dichiarazioni.

Roma-Milan?
“Una partita che mi mette sempre in ansia, col Milan ho vinto tutto ma a Roma c’è stato qualcosa che per me vale molto, tanto quanto una coppa. Nel 1973 segnai 22 gol, quell’anno lì ci siamo divertiti tutti tantissimo. La Roma prima pensava soltanto a battere la Lazio, quell’anno meritammo di stare così in alto”.

Come valuti Gattuso?
“Un grande personaggio, è riuscito lì dove altri non ce l’hanno fatta. È entrato nella testa dei giocatori, i giocatori del Milan stanno dimostrando di avere un buonissimo livello, stanno iniziando a far vedere di essere una squadra che gioca. La voglia di aggredire dell’allenatore si vede finalmente anche in campo, devono continuare così e migliorare”.

Come giudichi Di Francesco e la Roma?
“Mi sembra che anche nei momenti difficili sappia manovrare la barca, ha avuto dei problemi e ci sono dei giocatori che devono essere recuperati. Dzeko è un giocatore fantastico, ha una grande carriera, l’anno scorso ha segnato 39 gol ma quest’anno fa fatica a ripetersi. In Italia non è facile, ma lui può fare molto di più. È in un momento particolare, è un grande professionista ma adesso ha bisogno dell’affetto dei tifosi per tornare a quel livello”.

Il risultato di questa sera?
“Comunque vada, per metà mi sentirò bene, per l’altra soffrirò un po”.

Come vedi il legame di Maldini con il Milan e quello di Totti con la Roma?
“Non conosco le condizioni, quindi non posso parlare delle motivazioni. Maldini è stato un grande campione ma se non è ancora entrato nel Milan deve esserci un perché. È una grande immagine per il Milan, ma devono esserci cose che non combaciano con la dirigenza, mi auguro che un domani possa aprirsi una via perché è quel tipo di giocatori, come anche Gattuso, che ha vinto tutto con il club a livello mondiale”.

Come vedi Totti come dirigente?
“Lo vedevo meglio ancora in campo, a livello fisico avrebbe retto. Avrebbe perso qualcosa nella corsa ma aveva un’intelligenza calcistica unica, un grande personaggio. Ma può anche darsi che diventi un grande manager, è nato e cresciuto nella Roma, ha sempre detto che non sarebbe mai andato altrove, non c’era la possibilità che giocasse finali importantissime. Al di fuori della Roma avrebbe giocato in squadre che hanno vinto tutto. È rimasto come grande personaggio in società, Totti è la Roma”.

Quanti gol avresti segnato in più con Totti?
“Lui guarda da un’altra parte ma ti libera sempre, lui è un giocatore fondamentale come Rivera. Ti fa arrivare 9 volte su 10 la palla sul piede”.

Quanto è stato difficile riuscire a fare quel passo in avanti rispetto alla Roma degli anni precedenti?
“Avevamo un gruppo di ottimi giocatori, si parla di Conti, Di Bartolomei, Cordova e De Sisti. L’allenatore che ho avuto al Milan, Liedholm, sapeva come andava gestito il gruppo e il gioco. Era un vero maestro”, uno stralcio delle sue parole.

Se giocassi ora chi avresti temuto di più tra Alisson e Donnarumma?
“Sono due grandi portieri, uno è avvantaggiato dal fatto di essere più giovane ma saranno tutti e due sempre sotto esame”.

Fonte: Tele Radio Stereo

Standing Ovation per Francesco Totti a C’è Posta per te

Questa sera a C’è Posta per Te, trasmissione condotta da Maria di Filippi e che va in onda su Canale 5, c’era un ospite d’eccezione: Francesco Totti. L’ex capitano giallorosso è stato accolto con una vera e propria standing ovation durante la puntata e ha scambiato battute, abbracci e sorrisi con tre ragazzi (Christian, Matteo e Giordania) affetti dalla sindrome di down. Ha regalato loro la sua maglia e un borsone pieno di materiale targato AS Roma. Tanta gioia e commozione per tutti.

 

 

Fonte: Twitter C’è Posta per Te

Conferenza Stampa Di Francesco: “Bisogna costruire una mentalità. Non parlo mai con la squadra a caldo”

Eusebio Di Francesco, tecnico della Roma, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della partita contro il Milan. Queste le sue parole:

E’ iniziato un periodo tosto, è il periodo più delicato della stagione? 
“I periodi sono sempre delicati, dipende dai punti di vista. Adesso le partite iniziano ad essere meno e il margine di errore inizia a ridursi, adesso il momento ella stagione diventa delicato. In campionato dobbiamo volere fortemente questo terzo posto, in Champions dobbiamo passare perché ne abbiamo ancora la possibilità. Certamente è un momento molto importante della stagione”.

Gattuso ha dato una scossa al Milan, sia in termini di classifica che in termini tecnici. E’ sorpreso dal suo rendimento?
“Il Milan ha un’ottima squadra ed un’ottima rosa, Gattuso è riuscita a sfruttarla al meglio con il suo lavoro. Il Milan gioca un buon calcio, ha una buona organizzazione. Il 4-3-3 esalta le caratteristiche della rosa, Rino ha fatto un ottimo lavoro, gli faccio i complimenti”.

Schick come sta andando in allenamento? Domani può giocare titolare? Dzeko è pronto?
“I giocatori sono tutti pronti, anche perché ieri si sono allenati tutti con il gruppo, anche chi ha fatto 90 minuti con lo Shakhtar. Schick potrebbe giocare dall’inizio come tanti altri. Nella normale turnazione di squadra che ho sempre fatto, e non si parla di senatori e altro, ci potrà essere qualcuno che gioca e qualcuno no, come ho sempre fatto quando ci sono tre partite ravvicinate. Schick si è allenato con grande continuità e potrebbe essere uno di quelli che giocherà dall’inizio”.

Che cosa vi siete detti a caldo con la squadra dopo la partita con lo Shakhtar? 
“Grazie della domanda, così avrò modo di chiarire tante cose uscite non vere. Io dopo la partita non parlo mai con la squadra, non ho parlato con i dirigenti, se non due chiacchiere a cena. Neanche il giorno dopo ho parlato con la squadra, perché volevo rivedere determinate cose ed esaminarle a freddo e non a caldo per non dire cose sbagliate. Ho riparlato con la squadra solo ieri. Ho dato alla squadra il messaggio che in Champions possiamo passare il turno e lo abbiamo dimostrato nei primi 50 minuti, ed in campionato dobbiamo ritrovare la forza e la continuità, cosa che ci ha contraddistinto nelle ultime partite. Non dico per 90 minuti, ma anche per 70, sarebbe il top per vincere le partite. Se c’è qualcosa di personale rimane sul personale”.

Nainggolan ha avuto ultimamente un rendimento basso, nonostante l’avvicinamento alla porta con il 4-2-3-1. Che cosa ci dice?
“Mi fate sorridere con questa domanda. Mi avete massacrato per farlo giocare trequartista e ora non siete contenti. Non è una questione di sistema di gioco, ma è lui deve ritrovare forza e determinazione, al di là del sistema di gioco. Sono quasi felice che questa cosa del modulo è stata smentita, anche se io sarei stato contento se avesse segnato 10 gol giocando in quel ruolo, perché mi sarebbe piaciuto darvi ragione perché io voglio il bene della Roma e voglio sempre il meglio. Al di là di Nainggolan, io alleno la Roma, l’importante non è il singolo, ma la squadra, e anche se un singolo può rendere meno l’importante è sempre l’obiettivo finale. Devo portare la Roma a fare delle prestazioni di squadra importanti. A proposito di Nainggolan, 4-3-3 o 4-2-3-1 non fa differenza, è l’aspetto mentale e l’atteggiamento che la fanno, e sono convinto che tornerà ad essere il Nainggolan che tutti conosciamo perché ne ha le potenzialità. Al di là dei gol, sono le prestazioni che mi interessano”.

Che cosa manca alla Roma attuale per arrivare ai livelli di quella del 2001? 
“Innanzitutto sono culture e tempi totalmente differenti. Il desiderio è di costruire insieme una mentalità. Questa passa attraverso tante cose: regole, progettazione, continuità, che è quello che intendevo dire poco tempo fa riguardo ad un discorso tecnico generale. Lì, al di là di giocatori come Batistuta che erano appena arrivati, si è costruito qualcosa perché era un gruppo che ha giocato insieme per diversi anni. C’era una coesione fondamentale, insieme ai vari tecnici che ci sono stati, ultimo Capello. Non si può però fare il paragone, sono mondi e generazioni diverse, che magari hanno meno voglia di andare a mangiare insieme ma condividono un gioco sulla Playstation o sul telefonino. Questo è del tutto relativo”.

Per quello che conta il sistema di gioco, ci sarà il ritorno al 4-3-3? Magari vista la possibile assenza di De Rossi visto che ha giocato due partite?
“Le caratteristiche dei giocatori sono alla base del sistema di gioco. Però devo dire che si potrebbe tornare al 4-3-3, ma lo avevo già detto. La forza della squadra deve essere quella di saper fare giocare in tutti e due i sistemi di gioco, magari anche cambiando in corsa. Nell’ultima gara, ad esempio, poteva essere l’ideale. Il problema è quello dell’interpretazione della gara. Nel primo tempo è stato interpretato bene, con il desiderio di essere aggressivi nel modo giusto e non in maniera esasperata, nella gestione della palla e nell’andare in verticale, cose che abbiamo fatto molto meno nel secondo tempo ed è quello che mi ha fatto arrabbiare, cercando di fare meno ciò che avevamo preparato. Può succedere, è’ un aspetto totalmente mentale e non fisico, pensando di portare a casa il risultato nonostante tutto. Io alleno in una determinata maniera: cerco sempre la continuità in queste cose e in questo dobbiamo crescere”.

Schick o Defrel possono giocare con o al posto di Dzeko? 
“Sia con che senza. Abbiamo provato già Schick con Dzeko e magari non abbiamo avuto risposte positive, come invece altre volte quando è entrato ha fatto molto bene. Voi spesso mi chiedete di Schick quando la squadra perde e non quando si vince perché nelle ultime tre partite non me lo ha chiesto nessuno. Lui è un giocatore forte e importante, così come lo è Edin Dzeko. Loro possono essere i centravanti di questa squadra, Defrel è un pochino più un jolly, può giocare anche dietro la punta o sull’esterno. E’ più facile che giochi uno tra Dzeko e Schick e non entrambi, in questa partita”.

Pallotta ha parlato nuovamente delle radio romane tornando sul problema di comunicazione che ci sarebbe qui a Roma. Lei avverte questo problema? 
“Non ho sentito queste dichiarazioni. Non ascolto le radio, è una mia scelta, nel bene e nel male non le ascolto, ma rispetto tutti. Non lo faccio perché nel mio lavoro ho bisogno di grandissimo equilibrio. Non posso dare risposte su cose che non conosco. L’argomento non lo conosco. Se magari mi riportate qualcosa lo commento, ma non so neanche di cosa parlano”.

Dopo 8 mesi da allenatore ha capito meglio perché lei è il 14° a sedersi sulla panchina della Roma dal dopo Capello?
“Allenare una grande squadra non è mai facile, che sia la Roma o meno, si vive di alti e di bassi. Ero consapevole di trovare questo tipo di ambiente, queste gioie e queste difficoltà di questo percorso. Non mi piace in generale il tirare somme e bilanci troppo prematuramente. Arriviamo a fine stagione per dare una risposta definitiva. Sicuramente se si sono alternati così tanti allenatori un problema c’è, inutile nascondersi. Io sono contentissimo di affrontare questa avventura, con momenti di arrabbiatura e con parole dette in modo giusto o sbagliato. Ma vi assicuro che sono me stesso sempre, cerco di essere coerente con tutto il modo di fare. Sia fuori che all’interno dello spogliatoio. Continuerò ad esserlo, con pregi e difetti”.

Nainggolan fisicamente sta bene? Florenzi come sta? 
“Radja nell’ultimo periodo ha avuto qualche problemino ad un polpaccio prima di Udine e precedentemente anche in altre gare, Superato questo, torno a parlare di qualche numero, sono i numeri del match analysis. Sono i numeri dell’ultima partita, e paradossalmente è stata una delle migliori prestazioni di Nainggolan a livello fisico. Poi il punto di vista tattico è un’altra cosa, così come lo sono le scelte in campo, giuste o sbagliate che siano. Però dal punto di vista fisico è in crescita, come lo è il resto della squadra”.

Come si supera il problema della continuità?
“Cercando di stimolarli costantemente e quotidianamente all’attenzione e all’applicazione, cercando di lavorare come fatto in occasione del primo gol: la linea difensiva è scappata benissimo per tutto il primo tempo, per quello so che aveva preparato la partita con determinati concetti. Nell’attimo in cui hai avuto meno attenzione ti hanno fatto subito male. Magari in una partita sbagli 3 o 4 volte e non prendi gol. La difesa ha fatto un unico errore nel primo tempo. Al di là dei primi minuti in cui abbiamo traballato un po’ sulla destra, così come successo nel secondo quando Ismaily arrivava al cross con troppa facilità, la difesa ha lavorato benissimo. L’attenzione è alla base per avere maggiore continuità durante una gara: è inconscio magari, perché i miei ragazzi volevano fortemente un risultato positivo, ma dobbiamo leccarci le ferite e farne tesoro per il ritorno ed anche per il campionato. Perché dobbiamo avere maggiore contiuità, e parlo di attenzione durante la partita, cosa che alleniamo tutti i giorni. Il concetto è solo allenarlo, allenarlo, allenarlo”.

Ha mandato El Shaarawy in tribuna, nonostante la maggiore esperienza europea, preferendogli due esordienti come Schick e Defrel. Come mai? 
“Ho preferito Cengiz, che ha fatto gol, ho sbagliato anche lì?! Più che il pedigree contano le condizioni psicofisiche dei calciatori. Stephan è uno di quelli che ci ha portato lì, facendo benissimo in Champions, ma era una scelta dovuta al fatto che non lo vedevo al top della condizione sia fisica che mentale. Volevo due difensori viste le condizioni di Florenzi, e avevo bisogno di due centrocampisti, soprattutto di un jolly come Gerson che gioca sia in mezzo che davanti. In attacco ho scelto una prima punta come Schick, che ha la capacità di determinare una gara anche in quarto d’ora e Defrel, che come ho detto prima considero un jolly del reparto offensivo. Non l’ho fatto volentieri, ma ho dovuto fare una scelta. Ho parlato con Stephan, che è un ragazzo intelligente e sa che deve ritrovarsi. Nelle ultime partite ha giocato quasi sempre, e tornerà presto ad essere un giocatore importante per noi. E’ una scelta che mi dispiace, è sempre antipatica, ma l’ho fatta ed è tecnica. Inutile nascondersi”.

Fonte: Pagine Romaniste

Primavera, Tarantino:”La nostra missione è quella di lanciare i giovani”

La Roma Primavera ha sfidato il Torino al Tre Fontane per cercare il riscatto in campionato dopo l’ultima sconfitta. Al termine del primo tempo, ai microfoni di Rai Sport, ha parlato il responsabile del settore giovanile Tarantino. Queste le sue parole:

“Le squadre stanno disputando un bel match. Vediamo la ripresa. Noi siamo contenti del percorso dei ragazzi. Campionato complicato, nuovo e molto bello. Lavoriamo ogni giorno per far giocare molti giovani. Ci fa piacere di poter dare loro la possibilità di lavorare in Primavera. La Roma vuole lanciare i giovani perché è la sua missione. Lavora bene con tutti i ragazzi del settore giovanile, poi ognuno ha la propria squadra. Noi siamo molto contenti. Tornare indietro non ha senso, noi possiamo lavorare al meglio per tutto il sistema calcio italiano. Penso sia un dovere nazionale.”

“Roma è talmente grande che ne traiamo vantaggio, per questo la Roma ha il dovere di sfruttare il territorio. Lo facciamo con un progetto chiaro in testa, partendo dai giovani locali, poi si passa anche ai giocatori esteri”.

Tanti stranieri nelle Primavera?
“Io non posso sapere i processi decisionali degli altri. La Roma ha accesso a tutto quello che c’è in casa, è il nostro obiettivo. La Roma lo ha fatto bene e speriamo di farlo anche meglio”.

Perché fuori dal torneo di Viareggio?
“Se fossimo andati avanti in Youth League avremmo avuto problemi di calendario”.

Fonte: Rai Sport

Primavera, Marcucci: “Ora dobbiamo andare a Bergamo e vincere contro l’Atalanta”

Al termine della partita vinta per 1-0 dalla Roma Primavera contro il Torino, che vale il primato momentaneo in classifica, ha parlato il centrocampista giallorosso Andrea Marcucci. Queste le sue parole:

Partite come queste in mezzo al campo sono sempre molto complicate?

“Si, loro sapevamo che avrebbero giocato di rimessa e che la in mezzo ci sarebbe stata da fare battaglia. Ma è andata bene oggi”.

Lo spogliatoio ha pensato alla semifinale di ritorno a Torino, dove la squadra ha sbagliato il secondo tempo?

“Penso che abbiamo fatto un’ottima partita e noi sapevamo che loro giocavano così. In settimana ci siamo allenati bene e abbiamo risposto sul campo”.

Ora si guarda avanti da primi in classifica: 12 risultati utili in 13 partite, dove potete arrivare?

“Pensiamo partita dopo partita continuando a giocare come stiamo facendo. I risultati si vedono”.

Ora l’Atalanta. Per cancellare l’andata serve una vittoria?

“È un motivo in più per andare sabato e vincere in casa dell’Atalanta. Noi andremo per fare la nostra partita, ma dobbiamo stare tranquilli e lavorare bene”.

Fonte: Roma TV

Primavera, De Rossi: “Siamo vicini a raggiungere le fasi finali, è il nostro obiettivo”

Al termine della sfida di campionato contro il Torino l’allenatore della Roma Primavera,Alberto De Rossi, ha commentato la vittoria della sua squadra arrivata grazie ad un gol di Celar. Queste le sue parole:

DE ROSSI A ROMA TV

Vinta una battaglia sportiva?
“La Roma è stata brava a mantenere il risultato, la pressione del Torino era alta e ci ha messo in difficoltà e questo dà ancora più valore alla vittoria dei nostri ragazzi”.

La Roma aveva già dimostrato di sapersi calare in certi contesti?
“Questa è una situazione diversa dalla nostra mentalità, ma il calcio è anche questo. Il campo era pesante ma ha tenuto bene, e il calcio deve essere affrontato come le situazioni richiedono”.

Il secondo gol non arrivava?
“C’è stata qualche occasione da sfruttare meglio, anche il palo. L’unico piccolo appunto da fare ai ragazzi, abbiamo avuto quattro occasioni da sfruttare ma hanno comunque messo tanto spirito di sacrificio, non gli si può dire nulla”.

Dimenticato il passo falso contro la Fiorentina, ci si prepara a sfida complicate?
“Siamo partiti in sordina e con un cambiamento totale, mai stato così, almeno con la mia gestione. C’erano tanti stranieri, siamo arrivati all’apice e stiamo trovando importanti idee di gioco e di carattere. C’è spirito di soffrire in partite che ci mettono in maniera diversa rispetto al nostro modo di giocare”.

Oggi 600 panchine sulla panchina della Primavera?
“Vi ringrazio, pensavo fosse una battuta. Questo è emozionante, un traguardo importante, chi l’avrebbe mai detto il primo giorno. Spero continui, noi guardiamo sempre avanti”.

DE ROSSI A RAI SPORT

Oggi i ragazzi molti bravi?
“Bravo anche il Toro, hanno fatto bene fisicamente, noi abbiamo dovuto affrontarli in un campo fuori dal nostro. Abbiamo trovato questa qualità di carattere, il risultato è giusto”.

Ci si avvicina alla vetta?
“Siamo vicini a raggiungere le fasi finali, è il nostro obiettivo. Abbiamo avuto un calo nella parte centrale dovuto dai tanti impegni ma i ragazzi si sono ripresi, hanno creato un gruppo forte, all’inizio era disomogeneo”.

Oggi è stato difficile mantenere la concentrazione?
“Oggi abbiamo giocato con una squadra forte, che gioca sia corta sia lunga e poi verticalizza. Se ti abbassi non si trovano le distanze, non è stato facile ma i ragazzi ci stanno sorprendendo”.

Peccato che non ci vedremo al Viareggio?
“L’abbiamo fatto tanti anni, siamo veterani ma gli impegni sono troppi e i ragazzi sono stremati. Più di 50 partite in un anno mi sembrano troppe”.

Fonte: Pagine Romaniste

Roma-Milan, sono 22 i convocati da Di Francesco

Eusebio Di Francesco convoca 22 calciatori per l sfida casalinga contro il Milan, domani sera alle 20.45 all’Olimpico. Presente anche Jonathan Silva, il terzino arrivato durante il mercato di gennaio. Ecco la lista di tutti gli uomini a disposizione:

 

 

 

 

Portieri:

Alisson Becker
Bogdan Lobont
Lukasz Skorupski

Difensori:

Juan Jesus
Aleksandar Kolarov
Elio Capradossi
Federico Fazio
Alessandro Florenzi
Bruno Peres
Jonathan Silva
Kostas Manolas

Centrocampisti:

Radja Nainggolan
Kevin Strootman
Lorenzo Pellegrini
Daniele De Rossi
Gerson

Attaccanti:

Diego Perotti
Edin Dzeko
Patrik Schick
Cengiz Under
Gregoire Defrel
Stephan El Shaarawy

Fonte: AS Roma

Primavera, Roma – Torino 1-0. I giallorossi ottengono per il momento il primato in classifica

Finisce 1-0 la sfida tra Roma e Torino del Tre Fontane, gara valevole per la ventunesima giornata del campionato Primavera 1. A sbloccare il match è stato Celar al 9 minuto del primo tempo grazie ad un gran colpo di testa che porta la formazione di Alberto De Rossi momentaneamente al primo posto, in attesa che giochino Fiorentina–Inter e Milan–Atalanta. Da segnalare al minuto 52 l’espulsione dell’allenatore degli ospiti Federico Coppitella, grande ex di giornata

LE FORMAZIONI 

ROMA (4-3-3) : Greco S.; Bouah, Ciavattini, Cargnelutti, Valeau; Riccardi, Marcucci, Sdaigui; Meadows, Celar, Corlu.
A disp.: Pagliarini, Zamarion, Diallo Ba, Semeraro, Truşescu, Masangu, Petruccelli, Pezzella, Besuijen, D’Orazio, Keba Coly, Petrungaro.
All.: Alberto De Rossi.

TORINO (4-3-3): Coppola; Gilli, Bianchi E., Buongiorno, Fiordaliso; Oukhadda, D’Alena, Kone; Rauti, Butić, Bianchi F..
A disp.: Gemello, Ferigra, Capone M., Samakè, Celeghin, Leveque, Panaioli, Ramos, Ruggiero,  Borello.
All.: Federico Coppitelli.

Arbitro: Sig. Gino Garofalo di Torre del Greco.
Assistente 1: Sig. Giuseppe Mansi di Nocera Inferiore.
Assistente 2: Sig. Giuliano Parrella di Battipaglia

 

Monchi Lunedì vola da Pallotta

Il DS. giallorosso dopo la gara contro il Milan, volera verso gli Stati Uniti D’America. Monchi volerà a Boston dove è stato convocato dal presidente James Pallotta. Come riporta l’edizione odierna de “Il Tempo”, da lunedì a giovedì lo spagnolo sarà negli Stati Uniti per programmare il futuro. Nelle riunioni previste non si parlerà solo di mercato ma anche dell’organizzazione dell’estate romanista (ritiro in montagna e tournée negli States). Poi il rientro in Italia per seguire la Roma nella trasferta di Napoli. Pallotta, invece, dovrebbe tornare in Italia per la gara di ritorno degli ottavi di Champions contro lo Shakhtar Donetsk.

Fonte: Il Tempo

Roma vs Milan, torna “La Magica Land” (Video)

In occasione della gara di campionato tra Roma vs Milan in programma allo Stadio Olimpico domenica alle 20.45, torna il fan village “La Magica Land”, come fa sapere la società giallorossa tramite il proprio profilo ufficiale su Twitter. A partire dalle 18.55 ci sarà uno spazio dedicato ai bambini con uno speciale “Siamo la Roma Junior”.

 

 

 

Fonte: Twitter AS Roma